domenica 11 febbraio 2018

Un gatto nero a Corte: la Palazzina di Caccia di Stupinigi


Stupinigi è una piccola frazione di Nichelino, comune della cintura sud di Torino - giù giù verso il fondo, dopo Mirafiori, dove il 4 fa il girotondo per tornare a ripercorrere corso Unione Sovietica al contrario (nel senso che se lo fa contromano, e non è nemmeno inglese), prima dell'imbocco della tangenziale.
Qui i Savoia avevano pensato bene di erigerci, tanto per cambiare, un palazzo - che, giustamente, quando sei nobile, per quanti tu ne abbia, non te ne puoi mai far mancare. E noi posteri ne siamo assolutamente felici - così poi li possiamo visitare, dire "Wow, quanto sarà stato bello vivere in questo posto, a parte d'inverno che doveva far un freddo barbino?" ed immaginare di essere stata, in una vita precedente, che so, l'addetta alla biblioteca di casa Savoia.
La principessa la lascio alle donne normali, perché non mi sarei divertita: le principesse non erano autorizzate a leggere, se non cose noiose da principesse - come addetta alle pulizie non si sa mai che qualche libro te lo potevi imboscare di nascosto. Del tipo "C'è davvero troppa polvere su questo Decameron, me lo dia, che lo porto via un attimo per un trattamento speciale di pulizia", oppure "Oh, questo libro è stato messo all'indice? Ma certo, lo dia a me, ci penso io a bruciarlo".
Sto tergiversando come al solito.
Stavo dicendo di quanti palazzi avessero i Savoia.
Erano i Savoia del resto, mica i Marchesi di Roccacannuccia.

domenica 4 febbraio 2018

Valle del Colca, deserti e metafore


Il viaggio da Arequipa attraverso la Valle del Colca è lungo - ma ha in mezzo tutto il Perù.
Le personalità (dei luoghi, delle persone) sono fatte di dettagli: i dettagli sono tessere di puzzle, e sono metafore - servono per vedere altro, sono come un codice che compone una frase, ma che serve anche per leggere fra le righe qualcosa che rimane come scritto in una lingua straniera, che non riesci ad afferrare fino in fondo. Ma di cui, bene o male, riesci ad afferrare il senso.
I dettagli di un luogo sono quelli che non compaiono nelle guide turistiche, nei filmati di promozione del territorio.
Sono quelli quotidiani ed un po' banali, spogli, magari sporchi anche, o brutti - ma reali, senza strati di trucco rifatto ad attutirne le imperfezioni, sinceri come una chiacchierata da sbronzi alle 2 di notte.

giovedì 25 gennaio 2018

Matera, cuore di Sasso



Matera è una di quelle cose che ti sorprendono nonostante lo sapessi già da prima che lo avrebbe fatto.
Quando ci arrivi, un sabato mattina sul presto, in autobus dall'aeroporto di Bari, attraversando cemento e campagne piene di ulivi, sembra una città qualunque, fatta di strade asfaltate e lastricate di pietre rosate, con chiese, e mercati, e piazze - ma poi svolti l'angolo, scendi qualche gradino e, da una balconata che si sporge verso il basso, la vedi.
Vedi il suo vecchio cuore di pietra bianca inerpicato sulle colline, che sembra quasi finto.

mercoledì 10 gennaio 2018

Le Maldive, punti di vista fuori dagli schemi


Ho ancora qualche granello di sabbia bianca nelle scarpe.
La sabbia delle Maldive non brucia, ci puoi camminare tranquillamente a piedi scalzi anche a mezzogiorno - ma in compenso punge parecchio. E' fatta di coralli.
Qua e là c'è qualche rametto monco, bianco e poroso.
Un corallo morto che si è trascinato fino a riva, per alimentare il pezzo di terra che fuoriesce dall'acqua.
Quell'acqua incredibile - trasparente, increspata come un cristallo grezzo, sfumata dal blu al verde, intensissima e pura.
I colori sono forti, estremi.

domenica 31 dicembre 2017

Scarafaggi, scoiattoli e rose (Boston - un inizio)


E' lunedì mattina e Boston sta sonnecchiando ancora un po'.
Oppure si stiracchia, e con la faccia ancora stropicciata, un po' intontita, scende in strada.
Il cielo è grigio, ma non è una cortina invalicabile: è un grigio tenue, luminoso, segno che dietro il sole si sta forse sforzando in qualche modo di farsi strada - o di ricordare che lui esiste in ogni caso, anche quando ci sono le nuvole.
Io non ho sonno.

domenica 24 dicembre 2017

Silenzio, parla Venezia


Riflettevo sul mio silenzio, in questi giorni.
Qui da queste parti, intendo.
Un po' anche su altri fronti, ma non so quanto centrino gli uni con gli altri.
Forse lo scoprirò appena avrò finito di scrivere - perché è questa la cosa bella di scrivere: che è un po' come fare un puzzle, o srotolare un gomitolo e farci un maglione da indossare contro il freddo - e quando hai finito ti fa vedere cose che prima non vedevi. Ti fa capire cose che ti passavano di fianco e non te ne accorgevi.
E poi c'è il bello di scrivere senza obiettivi, senza obblighi - che è la libertà.

lunedì 2 ottobre 2017

Grotte di Catullo - datemi dell'acqua



Le Grotte di Catullo in realtà non sono affatto grotte.
E, se proprio vogliamo dirla tutta, non sono nemmeno di Catullo.
Però, che importa, in fin dei conti è un nome affascinante, e non fa niente se poi non corrisponde esattamente alla realtà dei fatti.