sabato 18 febbraio 2017

Comino - what else?


Comino è quasi uno scoglio.
Beh, decisamente più grande di uno scoglio, con i suoi quasi 3 km di diametro: non voglio definirlo uno scoglione che suona brutto, ma diciamo uno scoglio gigante, uno scoglio geneticamente modificato.

sabato 11 febbraio 2017

Rocce rosa, mare blu



Certi posti - capita anche a voi? fai un po' fatica a raccontarli, perché sono troppo belli.
Perché forse la bellezza creata dall'uomo si può descrivere, si può articolare, ha una spiegazione, una storia - è l'espressione di un ideale sognato e trasposto in mattoni, marmo o cemento; ma la bellezza creata dalla natura è qualcosa che sale al di sopra di tutto questo, trascende i tentativi di raccontarla.
Ti lascia senza parole, appunto.
Che poi non è del tutto vero. E' solo che le parole ti sembra che la banalizzino.
"Bellissima" è un termine troppo vago, che si può usare per troppe cose.
Ecco - io penso che la Costa di Granito Rosa della Bretagna meriterebbe un termine apposito, tutto per sé.

lunedì 6 febbraio 2017

Lost in translation (A Black Cat in Tokyo)


Il nostro albergo non è il Park Hyatt, però per qualche attimo ho l'impressione che lo sia. Gli somiglia, magari, vagamente - né più né meno a quanto io possa somigliare, molto vagamente, a Scarlett Johansson, che alla fine abbiamo entrambe curve abbondanti, e labbra carnose, e occhi grandi, e capelli che stanno un po' così come pare a loro, ma chissà perché su di lei il tutto fa un effetto molto diverso che su di me.
Ecco, appunto, io non somiglio affatto a Scarlett Johansson.

martedì 31 gennaio 2017

Le cose belle di Milano (per chi non ama Milano)


A me non piace Milano.
E non è che voglia essere drastica nel giudizio. Non è una sentenza che nasca da un capriccio, da una valutazione superficiale e pregiudiziale: sono tanti anni che ci frequentiamo, e, nonostante la mia personale scarsa simpatia, lo facciamo anche con una certa assiduità. Ci ho lavorato, poi sono scappata, ma continuo ad averci a che fare sempre per lavoro. Ma ci ho anche a che fare per piacere personale, perché rappresenta il punto mediano logisticamente più efficace per incontrare le mie amicizie sparse in giro per l'Italia. Si tratta quindi di una convinzione ben ponderata, sottoposta a più di un test e con cui ho tentato di venire a patti innumerevoli volte: le ho chiesto spesso di provare a convincermi, ma forse è troppo sicura di sé per riuscirci davvero.
Oppure, semplicemente, siamo davvero troppo diverse.

venerdì 20 gennaio 2017

Arundel, un castello da fiaba



Stavo pensando se i castelli britannici si possono definire i più belli al mondo.
O perlomeno - se, quando qualcuno pronuncia la parola "castelli", il Regno Unito sia il primo Paese con cui viene da fare l'associazione mentale.
Immagino che i Francesi avrebbero qualcosa da ridire in merito - ma i Francesi del resto hanno sempre qualcosa da ridire. Dopotutto anche noi non scherziamo in quanto a parco castelli - ma quando mai siamo in grado di vantarci di qualcosa, preferiamo lasciarla cadere a pezzi e dimenticarci che ce l'abbiamo.

venerdì 6 gennaio 2017

Bologna è una regola?


Se pensavo a Bologna, nel corso dell'ultimo anno, mi veniva in mente la canzone di Carboni - quella in cui lui vaga di notte per le vie porticate della città sul tettuccio di un furgoncino assieme alla sua band sgallettata che sembra quella degli Aristogatti, dicendo cose un po' sconnesse sulle regole che noi cattolici post-moderni ci poniamo e su come la vita sia bellissima.
E mi sfugge il nesso.
E mi sfugge anche il perché secondo lui pure Bologna dovrebbe essere una regola.
Ma se è per questo non capisco nemmeno perché in un'altra canzone dica "Amami ancora adesso / sono sempre Luca lo stesso" - ti è mai venuto in mente che potrebbe essere proprio questo il motivo per cui non ti ama più??
Comunque, mi dispiaceva collegare Bologna con questa canzone, che, a dirla tutta, mi fa abbastanza cagare, perché Bologna a me piace, è una città graziosa ed alla mano - quindi ho pensato che il metodo più efficace per resettare questa associazione fosse sovrascriverla con qualche memoria più recente.

venerdì 30 dicembre 2016

Il Padiglione d'Oro di Kyoto - bellezza e mistero


Del Giappone vi ho ancora raccontato poco, relativamente poco, considerando il bagaglio stracolmo di sensazioni, domande, cose imparate, certezze ribaltate e punti di vista rimescolati che mi sono portata a casa. Da un lato era perché a caldo facevo fatica - è stato come un primo giorno di lavoro in un nuova azienda, questo ritorno dal Giappone: un bombardamento di informazioni, di facce nuove, di nomi, di procedure, di input ambientali, e tu che fai fatica a decifrarli, a ricordarli, a mettere a fuoco l'essenziale sopra il superfluo; il tutto mentre tenti di indovinare quello che ancora non sai, le dinamiche sottostanti, il carattere delle persone, il modo in cui dovrai relazionarti, quello che ti piace e quello che non ti piace.
E' stato come leggere un codice cifrato di cui mi manca un pezzetto della chiave, questo viaggio in Giappone: sto provando a cercarla, e vorrei trovarla, prima di cominciare a raccontare; ma d'altro canto vedo che, col passare del giorno, le istantanee che continuo a lasciare appese in un angolo della mia mente a loro dedicato stanno cominciando pian piano a sbiadire. L'immagine è ancora nitida, ma i colori sono più sfumati, qualche parola bisbigliata che era di sottofondo si è persa nel rumore, i particolari di contorno sono stati smussati come fa l'acqua con le rocce - e allora forse è meglio buttarsi a capofitto, lasciare stare le interpretazioni ed imprimere bene sulla tastiera queste tessere di puzzle fatte di ricordi, sensazioni, colori: magari un po' sconnesse, isolotti un po' assurdi che non comunicano fra loro - ma questo è il mio bagaglio di ritorno, i doni di cui questo viaggio mi ha arricchita, e non ci si deve sempre sforzare di trovare un senso alle cose.
Perché a volte, poi, è il senso delle cose che alla fine trova te.
Quando meno te lo aspetti, perché il senso non è una risposta secca, è un percorso a zig zag, ad ostacoli.
E se la fine non si vede, è perché spesso non ce l'ha.
Ma va bene così.