venerdì 6 gennaio 2017

Bologna è una regola?


Se pensavo a Bologna, nel corso dell'ultimo anno, mi veniva in mente la canzone di Carboni - quella in cui lui vaga di notte per le vie porticate della città sul tettuccio di un furgoncino assieme alla sua band sgallettata che sembra quella degli Aristogatti, dicendo cose un po' sconnesse sulle regole che noi cattolici post-moderni ci poniamo e su come la vita sia bellissima.
E mi sfugge il nesso.
E mi sfugge anche il perché secondo lui pure Bologna dovrebbe essere una regola.
Ma se è per questo non capisco nemmeno perché in un'altra canzone dica "Amami ancora adesso / sono sempre Luca lo stesso" - ti è mai venuto in mente che potrebbe essere proprio questo il motivo per cui non ti ama più??
Comunque, mi dispiaceva collegare Bologna con questa canzone, che, a dirla tutta, mi fa abbastanza cagare, perché Bologna a me piace, è una città graziosa ed alla mano - quindi ho pensato che il metodo più efficace per resettare questa associazione fosse sovrascriverla con qualche memoria più recente.

venerdì 30 dicembre 2016

Il Padiglione d'Oro di Kyoto - bellezza e mistero


Del Giappone vi ho ancora raccontato poco, relativamente poco, considerando il bagaglio stracolmo di sensazioni, domande, cose imparate, certezze ribaltate e punti di vista rimescolati che mi sono portata a casa. Da un lato era perché a caldo facevo fatica - è stato come un primo giorno di lavoro in un nuova azienda, questo ritorno dal Giappone: un bombardamento di informazioni, di facce nuove, di nomi, di procedure, di input ambientali, e tu che fai fatica a decifrarli, a ricordarli, a mettere a fuoco l'essenziale sopra il superfluo; il tutto mentre tenti di indovinare quello che ancora non sai, le dinamiche sottostanti, il carattere delle persone, il modo in cui dovrai relazionarti, quello che ti piace e quello che non ti piace.
E' stato come leggere un codice cifrato di cui mi manca un pezzetto della chiave, questo viaggio in Giappone: sto provando a cercarla, e vorrei trovarla, prima di cominciare a raccontare; ma d'altro canto vedo che, col passare del giorno, le istantanee che continuo a lasciare appese in un angolo della mia mente a loro dedicato stanno cominciando pian piano a sbiadire. L'immagine è ancora nitida, ma i colori sono più sfumati, qualche parola bisbigliata che era di sottofondo si è persa nel rumore, i particolari di contorno sono stati smussati come fa l'acqua con le rocce - e allora forse è meglio buttarsi a capofitto, lasciare stare le interpretazioni ed imprimere bene sulla tastiera queste tessere di puzzle fatte di ricordi, sensazioni, colori: magari un po' sconnesse, isolotti un po' assurdi che non comunicano fra loro - ma questo è il mio bagaglio di ritorno, i doni di cui questo viaggio mi ha arricchita, e non ci si deve sempre sforzare di trovare un senso alle cose.
Perché a volte, poi, è il senso delle cose che alla fine trova te.
Quando meno te lo aspetti, perché il senso non è una risposta secca, è un percorso a zig zag, ad ostacoli.
E se la fine non si vede, è perché spesso non ce l'ha.
Ma va bene così.

domenica 25 dicembre 2016

6 paesini di cui è fatta la Bretagna

Di cosa è fatta la Bretagna?
Di rocce rosa e scogliere a picco sul mare in tempesta. Di brughiere e foreste magiche. Di dolci al latte ed alle prugne e di chiese gotiche. Di pietre e malinconia, di silenzi parlanti e fierezza.
E anche di paesini piccoli e graziosi come un presepe d'antan, microcosmi in bottiglia in cui il tempo si è fermato, fra vicoli ricoperti di ciottoli, case a graticcio e fiori alle finestre.
Venite con me, vi porto a vedere i più carini...

venerdì 23 dicembre 2016

La conquista di Eilean Donan



Eilean Donan è un simbolo.
Simbolo della Scozia- di ciò che è la Scozia nell'immaginario collettivo, e un po' anche nel mio. Ovvero castelli - antichi, fatti di pietre che se potessero parlare non smetterebbero più di raccontare storie, e pezzi di Storia forse diversi da quanto troviamo scritto sui libri; pietre lisciate dal tempo e dalla pioggia, eppure ancora ruvide, con qualche interstizio largo al punto di permettere a qualche fantasma di entrare, e poi di non voler uscire più.
Ma anche fiordi d'intorno, pendii vecchi come il mondo solcati da rughe scavate sul terreno morbido e torboso, verdi, baciati dalla pioggia grigia, baciati da questo cielo sempre intenso e profondo come una malinconia - che poi scivolano senza nemmeno accorgersene verso l'acqua cupa di qualche loch, e rimangono lì, sospesi a metà fra quest'armonia gemella di cielo ed acqua, amanti cosmici complementari che si specchiano l'uno nell'altra, che diventano riflesso l'uno dell'essenza, del colore dell'altra.

giovedì 27 ottobre 2016

La Bretagna fuori stagione


La Bretagna fuori stagione è semi-deserta - e qualche volta bisogna anche togliere il "semi": il freschino pungente delle 8 del mattino, le viuzze completamente vuote, solo noi e le pietre - le case di pietra, i marciapiedi di pietra, i muretti di cinta di pietra, le chiese di pietra, le stradine di pietra, i cimiteri, le croci, le mura delle città.
Qualche gatto che si aggira: siamo gatti anche noi, del resto, e ci piace il silenzio, la solitudine, le cose semplici e belle che si assaporano di più senza rumori, senza voci a distrarti.
Qualche gatto curiosamente socievole: forse fra anime affini ci si riconosce subito, specialmente quando non ci sono altri impegni a farti correre, altre presenze che impongono di essere ascoltate.
Ci vengono incontro e ci salutano, si lasciano accarezzare, e poi proseguono per la loro strada, noi per la nostra.

sabato 24 settembre 2016

Barolo e le domeniche di settembre


Le domeniche di settembre sono fatte per cercare cose belle.
Sono fatte per il sole caldo - non più caldo come prima, come pochi giorni fa: "Menomale", dici, si gira meglio. Però quasi non te lo ricordi più com'era il "troppo" caldo, come ti soffocava, come ti appiccicava - e non vuoi ammetterlo, però un po' ti dispiace. E non vuoi ancora aggiungere uno strato di vestiti.
Ancora vuoi un po' di illusione, finché puoi.
Le domeniche di settembre sono fatte per crogiolarsi in questo sole, in questa illusione che sia ancora estate.
Le domeniche di settembre sono fatte per girare - non troppo lontano, non troppo vicino. Per scoprire qualcosa di nuovo ma non troppo: forse solo una declinazione diversa di quello che già conosciamo, di qualcosa che, in un modo o nell'altro, sentiamo un po' nostro - oppure, semplicemente, un punto di vista diverso.
Le domeniche di settembre sono per andare nelle Langhe - a scivolare dolcemente fra le colline verdi, baciate dal viola dei frutti delle viti e dall'oro pallido del sole timido ma prorompente di inizio autunno.

sabato 17 settembre 2016

Winchester, e quello che diventa leggenda



Il bello dell'Inghilterra è che quando piove è bella lo stesso.
Alla fine guardi il cielo che piagnucola per il quinto giorno di fila e ne prendi atto, fa parte del pacchetto. Ti vesti di conseguenza - compri anche un pile da uomo col cappuccio, largo, caldo, confortevole ed in saldo; ti leghi i capelli, apri l'ombrello: fa parte del pacchetto. Le gocce che scappano dall'ombrello, le scarpe umide, i jeans striati d'acqua - non tutte le città, non tutti i luoghi sanno essere belli anche sotto la pioggia: ma quelli che hanno questo dono, prezioso come un sollievo, come un lato positivo, sono in grado non solo di sembrare più belli, ma anche di mostrare qualcosa di più segreto, di più profondo sotto le lacrime del cielo che non sotto i suoi sorrisi.
Il bello dell'Inghilterra è anche che c'è sempre qualche leggenda nascosta in ogni angolo - in ogni roccia, in ogni marea che sale e poi si ritrae, in ogni croce scolpita.
E a Winchester, capitale storica del glorioso regno del Wessex, ci arriviamo in un giorno di pioggia.