domenica 22 giugno 2014

Cat café torinese: ora sì che si miagola!!

Siete a favore delle seconde chance?
Personalmente cerco di non negarle mai a nessuno; ma devo anche confessare che, nella mia esperienza personale, pressoché tutte le seconde chance che ho deciso di dare si sono poi rivelate delusorie. Per non parlare delle terze, delle quarte, o delle decimilionesime - visto che sono spesso recidiva.
Ma ad ogni regola corrisponde sempre un'eccezione, e, oggi, sono davvero contenta di aver deciso di dare una seconda chance al Miagola, il primo cat café torinese, aperto 3 mesi or sono nell'area pedonale di via Amendola.
Se vi è capitato di leggerla, saprete che la mia prima recensione su questo posto non è stata esattamente positiva: l'avevo scritta in un piovosissimo sabato di metà aprile, quando io & Ginger Cat eravamo rimaste parecchio deluse dal nostro caotico pranzo lì, inquinato da un'imperante disorganizzazione e da rumore e confusione che tenevano lontano i mici, ben decisi a starsene rannicchiati nella tranquillità dei loro rifugi e a non mettere piede fra adulti caciaroni e bambini scorrazzanti.
Ho meditato un po' se cancellare o meno il sopracitato articolo: mi dispiaceva lasciare della pubblicità negativa ad un posto che non solo, alla fine, è riuscito a riscattarsi, ma che è anche, come abbiamo scoperto oggi e come vi racconterò fra poco, un posto che ha una valenza speciale.
Alla fine ho deciso di lasciarlo, corredandolo però di una nota di commento - in modo tale che, se per caso qualcuno ha avuto lo stesso genere di esperienza poco positiva in questo posto (dato che, dopo un'occhiata su Tripadvisor, a quanto pare non siamo state le sole), sappia che le seconde opportunità a volte vale la pena di darle.

mercoledì 18 giugno 2014

L'isola di Bonaventure - a casa delle sule nel Québec

Quando ci siamo arrivati era avvolta nella nebbia.
Pareva una nave pirata che emergeva dalle brume, e gli stormi di sule rannicchiate nelle fenditure della roccia sembravano il suo equipaggio.
L'isola di Bonaventure fa parte del Parco Nazionale che porta il suo stesso nome, associato al Rocher Percé, lo sperone di roccia che a qualcuno ricorda una leggiadra fanciulla, ma che a me sembra un bisonte all'abbeveratoio, di cui vi ho raccontato qui e che si trova a pochi metri dalla costa della penisola della Gaspesie, in Québec (Canada).
L'isola dal 1971, anno in cui è stata ufficialmente trasformata in Parco, è disabitata.
Disabitata da esseri umani, ovviamente; ma dimora prediletta di quasi 300.000 esemplari su sule.
Che cosa abbia spinto questi animali a prediligere così voracemente e spiccatamente questo luogo anziché qualsiasi altro, non potremo mai saperlo (sono un gatto, mi è difficile provare empatia nei confronti dei volatili) - ma di sicuro c'è che queste sule non hanno poi fatto una cattiva scelta...

sabato 14 giugno 2014

Urquhart - In Scozia anche le rovine hanno il loro perché

Io per le rovine ho sempre avuto un debole.
Anzi, direi più che un debole. Mi attraggono come calamite, mi stregano, mi incantano.
Sono un gatto nero, del resto, ed ho un animo goticheggiante: la decadenza mi rapisce; ha il fascino malinconioso di ciò che è stato e che non è più, e che pertanto è ormai spogliato dalle meschinità e dai grattacapi del tran-tran quotidiano, rivelando la sua intima essenza, trascendente dalle etichette di ciò che è bene e di ciò che è male, di ciò che è positivo o negativo. L'intima essenza delle cose è la loro verità, e la verità non è né buona né cattiva, né bella né brutta: la verità è semplicemente vera, è ciò che spesso non vogliamo vedere, ma che alla fine è ciò che ci rimane.
Le rovine sono proprio così.
Sono state ricche e potenti, hanno dominato il mondo degli uomini o la loro spiritualità - ed ora siedono in un angolo, solitarie come nobili decaduti, perse a contemplare con lo sguardo velato ciò che non gli appartiene più.
Ma la tristezza della decadenza ha anche una sua riflessività, le ferite che mutilano le loro mura hanno una storia ricca ed intensa - e la loro essenza si distilla in tutto questo: non c'è più la tracotanza del potere, viene stemperata dalla sconfitta che la rende nobile, che ci restituisce non più un simbolo controverso di dominio, ma una storia trascendente, fatta di luci e di ombre, di ingiustizie e di eroismo, e che per questo si ammanta di bellezza a prescindere, diventa degna di rispetto e ti fa venire voglia di conoscerla, di raccontarla.

venerdì 13 giugno 2014

10 modi in cui Londra è riuscita a stupirmi

Le città sono come le persone.
Quando hanno personalità travolgenti e molti interessi, riusciranno sempre a coinvolgerti in conversazioni entusiasmanti, anche quando le incontri molto spesso.
E questo è un fenomeno che con le città si amplifica ancora di più, dal momento che la loro vita è molto più lunga ed intensa di quella degli umani, e finiscono anche per essere decisamente più multitasking - ogni loro angolo brulica di frenesia ed attività, di idee pensate da milioni di teste, concretizzate da milioni di mani, con milioni di singole vite che interagiscono fra loro e costruiscono l'anima della città stessa.
Londra è sicuramente una città multitasking, piena di passioni ed interessi, e dalla personalità unica e rilevante.
Ci incontriamo praticamente ogni anno, da dopo il nostro primo rendez-vous avvenuto nel lontano 1998, e, anche se nelle nostre conversazioni abbiamo alcuni argomenti che mi stanno particolarmente a cuore, e in cui non manco mai di fare un giro, ogni volta che la visito riesce sempre a farmi scoprire qualcosa di nuovo - un lato diverso della sua personalità, un luogo, un'esperienza.
Qualcosa che mi fa decisamente dare ragione a Samuel Johnson quando sosteneva che "Chi è stanco di Londra, è stanco della vita".

sabato 7 giugno 2014

La mia Top 10 di Bergen: fiordi, salmone e casette di legno

Per quanto abbia un po' la mania di fare le Top 10 come il protagonista di "Alta fedeltà", se mi chiedessero di fare una Top 10 delle mie città preferite in assoluto sarei in seria difficoltà.
Stessa cosa se dovessi fare una Top 10 assoluta dei miei libri o dei miei film preferiti.
Sono ambiti troppo variegati, troppo ampi e complessi, preferisco restringere il campo.
Bergen però rientrerebbe in diverse Top 10.
In quella delle città in cui mi piacerebbe vivere. In quella delle città che ti fanno sentire fuori dal tempo. In quella delle città che più mi hanno stupito positivamente.
E quasi sicuramente anche in quella assoluta.
Ci sono stata nel 2009, insieme a Ginger Cat, ed abbiamo trascorso 5 giorni molto piacevoli in questa capitale dei fiordi, tutta in salita, tutta in legno, silenziosa ma non cupa, colorata ma introversa, che profuma di salmone affumicato e che in soli due passi ti fa tuffare in una natura selvaggia e bellissima.
Ed ecco che cosa vi consiglio di vedere, se per caso passate di là...
Anzi, direi che innanzitutto non vi consiglio di passarci per caso: decidete di passarci volontariamente, ne vale sicuramente la pena!

mercoledì 4 giugno 2014

Torino & la Tabby Cat

A volte si può riuscire a viaggiare senza uscire dalla propria città.
E' un viaggio che consiste nel riuscire a vederla con occhi nuovi, con occhi che non sono appannati dall'abitudine, che non hanno il loro punto di focalizzazione spostato sui grattacapi della quotidianità, ma che siano in grado di vederla come se fosse la prima volta, di lanciarsi a scoprirla con la curiosità di chi non ce l'ha a disposizione tutti i giorni.
Sono occhi che sanno sorprendersi, che sanno scovare bellezza in ciò che si tende a dare per scontato; sono occhi che sanno potersi innamorare.
O ri-innamorare, ogni volta in maniera diversa.

A volte questi occhi riesce a regalarteli la visita di un'amica.
Scegliere l'itinerario che le si vuole mostrare è già un esercizio di cambio di visuale: si deve dare una valutazione in termini di bellezza ed importanza dei luoghi, ma si tratta anche di una valutazione emotiva, perché è una scelta che implica condivisione, una soggettività che è affettuosa comunione, che dice "Ti conosco, e so che ti piacerà".
Ma il vero mutamento di sguardo arriva quando l'itinerario si mette in atto: è come un'avventura, un'esplorazione di qualcosa che non è più il tuo circondario quotidiano, ma si trasforma, ti offre aspetti completamente inediti, ti fa vedere sotto una nuova luce cose che pensavi di conoscere a memoria come le tue tasche.

Questa, se vogliamo, è una formula che può essere valida sempre e che possiamo mettere in atto assieme a qualunque persona, o anche da soli, giusto per tenerci in allenamento nell'imparare ad usare un nuovo paio di occhi.
Però devo dire che la mia amica Tabby Cat questo potere magico ce l'ha particolarmente accentuato... e questa, quindi, è la cronaca di quello che mi ha fatto scoprire e riscoprire durante un divertente weekend di inizio gennaio in cui è venuta a farmi visita.

martedì 3 giugno 2014

Villaggio Leumann: Svizzera? No, Collegno

Se ti capita di transitare per l'infinito Corso Francia con i suoi tanti semafori, viaggiando da Rivoli in direzione Torino, non puoi fare a meno di notarlo.
Le casette del Villaggio Leumann di Collegno sono un misto fra un paesino svizzero e l'architettura liberty, proprio come se qualcuno avesse shakerato e mixato elementi dei due stili - se due edifici potessero procreare e riprodursi, con una ricombinazione cromosomica casuale come avviene per gli esseri viventi, ecco, il risultato sarebbe questo.
Ci sono casette a graticcio, qualche elemento flamboyant, staccionate di legno che delimitano piccoli giardini fioriti e stradine pedonali in selciato, che rappresentano un notevole contrasto con i condomini da dieci piani, l'asfalto ed il cemento che li circondano.
Un po' come vedere una mucca pascolare placida nel bel mezzo di una giungla urbana.

domenica 1 giugno 2014

[I Viaggiatori Ignoranti] La leggenda di Avigliana e del suo Lago...

Avigliana è un piccolo borgo medioevale in provincia di Torino, adagiato in una conca morenica fra Rivoli e le montagne della Val di Susa.
Forse non potrà vincere il titolo per "Il Borgo più Bello d'Italia", ma per me, per quelle ragioni del cuore che ragione non conosce, è incantevole.
Ho vissuto i primi 28 anni della mia vita a Buttigliera Alta, pochi metri più in là, ma, per ragioni pratiche (Buttigliera ha poche migliaia di anime e nessun ospedale) sono nata ad Avigliana.
L'ospedale vecchio di Avigliana era adagiato sulla collina, nel cuore del centro storico, per cui mi piace dire che la prima cosa che ho visto quando ho aperto gli occhi alla luce sia stato il Medioevo. E forse è per questo che lo amo tanto.
Ne riparleremo, di Avigliana, perché penso che se lo meriti; ma per intanto gustatevi come aperitivo questa leggenda, che mi sento raccontare fin da piccola:

http://viaggiatoricheignorano.blogspot.com/2014/06/come-avigliana-sprofondo-nel-suo-stesso.html

E' il mio secondo contributo per I Viaggiatori Ignoranti, e vi racconto che cosa nascondono i due laghi dentro cui Avigliana si specchia...