giovedì 25 settembre 2014

L'isola di Arran: la Scozia in miniatura

Quando io & Ginger Cat stavamo organizzando il nostro viaggio in Scozia nell'estate del 2011, il mio desiderio principale era quello di includere nell'itinerario almeno un'isola, perché non ne avevo ancora visitata nessuna - e questa cosa mi dava la stessa sensazione di aver fatto un lauto pasto senza però aver preso il dessert.
Io mi sarei messa a vagare per tutte le Ebridi, tutte le Orcadi e financo le Shetland, a costo di dover traghettare a nuoto da un'isola all'altra; ma quando Ginger se n'è uscita con l'idea piuttosto alternativa di andare in questa fantomatica e semi-sconosciuta Isola di Arran, la cosa mi ha immediatamente sconfinferato.
Principalmente perché i miei neuroni, quando sentono "idea alternativa", partono di default in quarta ben gasati, anche se poi magari si tratta di andare a vedere un documentario sul festival dei tamburi in Uganda; e poi perché l'estate del 2011 è stata piuttosto piovosa, quindi ho deciso di lasciare la traversata a nuoto del Mare del Nord per un altro momento più propizio.

venerdì 19 settembre 2014

C'era una volta una Regina... che aveva una Villa

Ci sono città che non finiscono mai di stupire.
Sono quelle città che hanno avuto una Storia lunga, intensa e ricca di alti & bassi. Quelle città che hanno un'aria misteriosa ed un po' sorniona da Donna Vissuta, ma che contemporaneamente conservano l'aplomb e la classe della nobiltà a cui appartengono.
Una nobiltà che può anche essere decaduta, che può anche essersi trasformata in umiltà operaia, ma che, quando è autentica e genuina, continua a conservare la sua dignità e bellezza.
E, magari, riesce a coglierti di sorpresa con qualche scoperta inattesa, come quando si sale nelle soffitte di vecchi palazzi e si trova un baule impolverato in cui frugare.
Torino è indubbiamente una di queste città.
E la sua soffitta è la Collina, dove si trova la Villa della Regina, un piccolo e prezioso gioiello dimenticato in un baule.

mercoledì 17 settembre 2014

Central Park: 10 cose che abbiamo visto ed una che ci siamo perse...

Andare a Central Park non è semplicemente come farsi una passeggiata attraverso un qualunque parco cittadino.
Somiglia decisamente di più ad un balzo in una specie di universo parallelo: un momento sei nel bel mezzo della giungla di cemento di Manhattan, fra traffico e grattacieli stellari, e il momento dopo ti ritrovi immerso in questa specie di piccolo grande universo verde dotato di una anima e personalità ben precise.
La definizione di "polmone verde" di New York gli calza decisamente a pennello, perché per le sue dimensioni è sicuramente in grado di pompare ossigeno a sufficienza anche per una sconfinata metropoli come quella della Grande Mela - e di certo fornisce anche una chance metaforica per "respirare", per prendersi un break dai ritmi sincopati che imperano al di fuori dei suoi confini.
E' come un'oasi.
E mi rendo conto che sia una cosa che si possa dire di qualunque parco cittadino al mondo - ma siccome New York è LA città per eccellenza, anche Central Park è IL parco, l'Oasi verde numero 1, quella in cui il contrasto fra opera dell'uomo ed opera della natura si fa ancora più affilato ed evidente.

domenica 14 settembre 2014

L'Isola Sacra di Lindisfarne

Che cosa rende tale un "luogo sacro"?
E' solo il fatto che venga scelto, più o meno a caso, per farvi sorgere un tempio, una chiesa, un luogo di culto?
O forse viene scelto proprio perché è esso stesso ad emanare sacralità, ad essere un posto in cui l'uomo, per qualche motivo, per qualche requisito esoterico soddisfatto dalla sua topografia, o semplicemente per la sua bellezza, riesce a sentirsi più vicino al divino?
Mi piace pensare che, un tempo, sia esistita un'epoca in cui gli esseri umani fossero più consapevoli e profondi nel vivere la loro presenza su questa Terra - e che anche la loro spiritualità fosse fatta non solo di raccoglimento ed isolamento, ma soprattutto di comunione con ciò che li circonda, in uno scambio olistico con l'armonia della natura attorno, al fine di riuscire a raggiungere la meravigliosa sensazione di sentirsi parte del Tutto.
E che quindi i luoghi sacri non fossero scelti a caso.

[I Viaggiatori Ignoranti] Il Graal a Torino

Robert Langdon (o meglio, Dan Brown) lo ha reso un'icona pop della prima decade del nuovo millennio.
Ma forse non ne aveva nemmeno bisogno.
Il Graal è da sempre più conteso del Figaro mozartiano, e decisamente molto molto più di Belén.
Tutti lo vogliono, tutti lo cercano.
Ma nessuno lo trova.
E chissà dov'è?
Sono tante le città/i luoghi che si contendono il titolo di nascondiglio del Sacro Calice - ma siccome un nascondiglio deve, appunto, nascondere, è un po' difficile stabilire chi abbia ragione.
Torino, naturalmente, con tutta la sua bella aura di magia e mistero, non poteva esimersi dal comparire nella lizza delle candidate.
E I Viaggiatori Ignoranti non potevano certo esimersi dal raccontare questa storia!!

giovedì 11 settembre 2014

Tadoussac, lo show delle balene

Tadoussac è un paesino del Québec abbracciato dalla confluenza dei fiumi San Lorenzo e Saguenay.
La sua umile ed un po' fiabesca apparenza di una manciata di casette di legno colorate strette strette lungo il fiordo di Saguenay in realtà nasconde il record di insediamento europeo più longevo del Canada.
Ma questa non è l'unica sorpresa che ha in serbo...

domenica 7 settembre 2014

Il riscatto di Vienna con 8 sue facce alternative

La prima volta che ho visitato Vienna, anni fa, la colonnina di mercurio del termometro superava abbondantemente i 40° C.
Giuro.
Era il mio compleanno ed avevo tutte le intenzioni di festeggiarlo con una fetta autentica originale doc di torta Sacher, ma le temperature mi avevano tolto ogni desiderio di cioccolato. Il che equivale un po' a dire che Winnie the Pooh non abbia più voglia di mangiare miele, o che Bugs Bunny schifi le carote.
Quindi tutto detto.
Quello che mi ricordo di Vienna pertanto sono solo gli alberi (dove ci rifugiavamo disperatamente nella vana speranza di trovare un po' di refrigerio), i gelati (che costituivano la nostra esclusiva fonte di nutrimento) e l'odore di cacca di cavallo (che l'afa aveva amplificato, dandomi l'impressione che, dalla zona dello Stefansdom, dove i calessini portano romanticamente in giro i turisti, si fosse appiccicosamente diffuso in tutta la città).
Ma come - ho continuato a ripetermi per anni - Vienna, caspiterina!!
Sissi, il valzer, il bel Danubio blu, il bacio di Klimt, l'atmosfera ottocentesca, l'architettura austera ed elegante, le stradine acciottolate...
Billy Joel ci ha persino dedicato una canzone, suvvia!!
Non è possibile che la mia associazione primaria rimanga la cacca di cavallo.
Dovrò pur darle una seconda chance. 

venerdì 5 settembre 2014

Liebster Award - secondo round!!

Liebster Award

Ed eccoci ad un altro Liebster Award!!
Per chi non lo sapesse (c'è chi non lo sa?) un Liebster Award non è un vero e proprio "premio" (cioè - non è che si vinca qualcosa, quindi nessun biglietto aereo per la Nuova Zelanda, né i-phone - no, nemmeno un portachiavi) - però è una bella chance per conoscere nuovi blogger bravi e talentuosi.
Quando si viene nominati non dobbiamo nemmeno fingere di commuoverci e ringraziare la mamma, ma basta che rispondiamo alle 10 domande che ci sono state poste, e poi nominare altri 10 bloggers che riteniamo meritevoli e far loro di nuovo altre 10 domande.
Io sono stata nominata dalla mia amica Anto di We12Travel - ooops!! continuo a non aver ancora imparato nulla di marketing di me stessa: non avrei dovuto dire che è mia amica, avrei dovuto fingere che si fosse imbattuta casualmente nel mio brilluccicoso e fantasticissimo blog e che l'abbia trovato stupenderrimo.
Va beh.
A parte tutto, confesso che vado un po' in brodo di giuggiole quando mi danno delle domande a cui rispondere - a patto che non siano cose del tipo "Cosa stava facendo ieri sera all'ora del delitto?" o "Mi presti 50 euro?".
Sarà il lato un po' posh della mia natura felina, ma sospetto che sia perché di tanto in tanto mi piace fingermi un po' VIP intervistata nel salotto di Maurizio Costanzo.
No và, facciamo Daria Bignardi, che è meglio.
Ecco - poi in realtà non garantisco che le mie risposte siano anche intelligenti però...
Michel Platini diceva che "Anche Einstein farebbe la figura dello stupido intervistato tutti i giorni" - e questa direi che possiamo usarla come scusa ufficiale sia io che Balotelli.
Però siccome io in fin dei conti non vengo mica intervistata tutti i giorni, sarà meglio che mi impegni con qualche risposta un po' più articolata e sensata.
E possibilmente anche grammaticalmente corretta.