mercoledì 3 dicembre 2014

I AMsterdam

Le persone normali si pongono una lista di obiettivi da realizzare a Capodanno, con l'inizio dell'anno nuovo.
Io lo faccio a Pasqua.
Pasqua, di solito, rappresenta per me una sorta di inizio: come viaggiatrice, quasi sempre, vado in letargo durante i mesi invernali (per questioni logistiche di mancanza di break lavorativi, più che per pigrizia), ed inauguro la nuova stagione di viaggi dell'anno con le vacanze di Pasqua.
Beh, il mio obiettivo per la Pasqua del 2012 era stato quello di depennare un elemento dalla mia lista di Capitali Europee Che Ancora Vergognosamente Non Ho Visitato - e quindi ho scelto Amsterdam.
Ok, ok, lo so che Amsterdam NON è, tecnicamente parlando, una capitale - la sufficienza in Geografia l'ho sempre presa.
Ma a volte i vincitori morali di una competizione si ricordano più di quelli reali - e, insomma, con tutto il dovuto rispetto per L'Aia, non è altrettanto iconica e sconfinferante. Ed oltretutto non ha nemmeno un aeroporto internazionale così comodo.
E, insomma, Amsterdam mi ha sempre affascinata.
L'ho sempre contemplata un po' adorante, pensando che sarebbe potuta entrare di gran diritto fra le mie città del cuore. Ma l'ho sempre rimirata di sfuggita, con lo sguardo luccicante ma un po' rassegnato che ha un'adolescente timida nei confronti di un bel ragazzo che le piace ma che già sa che non avrà mai il coraggio di avvicinare.
Non so perché non mi sono mai avvicinata prima ad Amsterdam.
O meglio, un motivo c'è - ma è stupido, e mi vergogno a dirvelo.

....

Ok, va bene, ve lo dico, ma solo se promettete di non ridere!!
Ecco, insomma...
Ho paura delle biciclette.
Ne ho proprio la fobia. Mi irrigidisco come un topo ipnotizzato da un serpente a sonagli quando me ne sfreccia una accanto, come un tedesco a cui viene chiesto di violare una regola. E parliamo di UNA bicicletta!
Avete idea di cosa potrebbe succedermi in un posto che sembra praticamente partorito dalla mente di uno scrittore di fantascienza post-apocalittico, dove anziché esserci le scimmie a dominare sopra l'umanità ci sono le biciclette a dominare sopra le auto??

Ehi, avevate promesso di non ridere!!!

Comunque.
Che voi ridiate o no, io invece sono molto fiera di me, perché alla fine mi sono auto-convinta ad affrontare questo mio terrore primordiale limite mentale e sono andata ad Amsterdam.
Come l'abbia vinto sinceramente nemmeno me lo ricordo. Forse mi sono auto-ingannata in qualche modo, raccontandomi che forse la mia idea che Amsterdam fosse pullulante di biciclette selvagge ed assetate di sangue in ogni angolo era solo uno stereotipo, una sorta di leggenda metropolitana.
Eh, a volte il coraggio è solo incoscienza che finisce bene...
Sì, perché non è affatto uno stereotipo!
Il Pianeta delle Biciclette esiste. E io ci sono finita proprio in mezzo!

...sono ovunque! Sono ovunque!!!!

Va bene.
Razionalmente ammetto e comprendo che la bicicletta sia il mezzo ideale per girare in questa città: le strade sono strettissime ed i parcheggi rari come un calciatore acculturato. Certo, in Italia quando abbiamo penuria di spazio ci votiamo piuttosto allo scooter - ma com'è noto noi siamo più pigri (e meno pianeggianti).
Soprattutto ammetto una certa ammirazione nei confronti della funambolica bravura degli olandesi a destreggiarsi in una moltitudine di micro-attività di contorno (tipo telefonare, leggere, grattarsi, mettersi la camicia nei pantaloni e scaccolarsi) mentre sfrecciano a tutta velocità sui loro bolidi a propulsione umana.
I polpacci degli olandesi secondo me dovrebbero essere studiati dagli ingegneri della Ferrari per scoprire il segreto della loro fulminea accelerazione. In cambio potrebbero spiegar loro come si usano i freni.
Ma forse sta proprio qui la chiave di questa loro andatura da gazzelle inseguite dai leoni: loro non si fermano. Mai. Nemmeno se c'è un essere vivente situato, per caso o a ragione, lungo la loro traiettoria. Immobile e raggelato come un topo ipnotizzato.
Suonano il campanello, e all'ultimo nanosecondo ti dribblano con la maestria di Maradona  - va beh, di Van Basten. Ma non si fermano.
Bravi, mai fermarsi.
Ecco perché hanno vinto i Mondiali.
...Come? Non li han vinti loro??
Ops! Li ha vinti la Germania?
La Germania, patria della Mercedes e della BMW?? Automobili??? Niente biciclette???
Ma tu guarda.
Che destino avverso.

Va bene, ma ora la smetto di indulgere in questa auto-commiserazione delle mie fobie.
Visto che la mia prima visita a Vienna mi aveva indotta (erroneamente) a marchiarla come "la Città Che Puzza di Cacca di Cavallo", non voglio che la mia prima visita ad Amsterdam mi faccia finire per etichettarla come "la Città Dei Ciclisti Indemoniati" (e personalmente preferisco la cacca di cavallo).
Assolutamente non se lo merita.
Ho adorato Amsterdam.
E quindi, fra i ricordi che mi sono maggiormente rimasti impressi nel corso di questa prima visita, preferisco scegliere questi:

1) Dam Square completamente coperta di piume bianche! 
Amsterdam è stata fra le città che hanno partecipato all'evento dell' International Pillow Fight Day , ovvero della Giornata Internazionale della Lotta con i Cuscini, e, a giudicare da come abbiamo trovato la piazza, dev'essere stato un successone!
Peccato fosse già tutto finito al nostro arrivo.

Amsterdam - Dam - Feathers

2) Il Museo del Gatto ad Herengracht
Le scoperte fatte per caso spesso sono le migliori - anche perché mi piace pensare che siano guidate da una sorta di fato benigno che vuole condurci proprio lì.
L'esistenza di questo museo era da me bellamente ignorata finché non mi sono imbattuta in un articolo su di esso provvidenzialmente presente sulla rivista di bordo del mio volo Easyjet. Sì, proprio quello che ho preso per venire ad Amsterdam.
La cosa mi aveva talmente intrippata che mi sono completamente scordata di segnarne l'indirizzo - e, poiché nessuna delle brochure presenti in albergo né all'ufficio informazioni turistiche menzionava il museo, già pensavo che avrei dovuto rinunciare a questo interessante ed inaspettato fuori programma.
Ma il destino evidentemente aveva ordito un vero e proprio complotto per portarmi lì, per cui, un giorno, mentre vagabondavo con aria un po' spaesata per la zona di Herengracht con l'obiettivo di raggiungere le Nove Strade (ovviamente tramite il percorso sbagliato, come spesso mi capita), mi trovo di fronte al naso l'ammiccante lato B di un altro gatto nero - quello del logo del Katten Kabinet!
Il museo è piccolino, ma se siete gattofili vale indubbiamente la pena visitarlo.
E' sostanzialmente una collezione privata di dipinti, disegni, litografie, statue, poster ed ogni altra forma d'arte possibile ed immaginabile avente soggetto felino. Inoltre include anche alcuni gatti in carne & ossa - e direi che la cosa ha una sua perfetta coerenza: non potete non ammettere che noi felini in fin dei conti siamo delle opere d'arte viventi!
Questo museo è stato fondato dal signor Bob Meijer, in memoria del suo amatissimo compagno a quattro zampe J. P. Morgan, che è rimasto per ben 17 anni al suo fianco (o, più probabilmente, sul suo grembo, o sul suo letto, o sul suo tavolo mentre era indaffarato a fare qualcosa - dal momento che "al suo fianco" è una posizione che non si sposa esattamente con la felinità).
L'altro aspetto interessante di questo posto è che è situato all'interno di una casa privata del XVII secolo: per cui oltre ad ammirare l'arte feliniforme si può godere anche degli stucchi, degli affreschi e dei mobili in stile della location.
[e mi viene anche in mente che, se continuo a riempire casa mia di candele a forma di gatto, statuine di gatti, quadretti di gatti, porta-sapone a forma di gatto, stoviglie con sopra gatti, ecc. ecc. forse un giorno potrò anch'io trasformare la mia dimora in un museo felino! E chissà se qualche blogger del futuro scriverà che è anche interessante ammirare i miei mobili Ikea!! - no, ecco, magari no... ]

Amsterdam - KattenKabinet

3) Gatti (veri) pressoché ovunque
A quanto pare il Kattenkabinet non è l'unico motivo per cui Amsterdam vince il titolo della città più cat-friendly in cui sia stata.
Fra i suoi tanti aspetti, diciamo, liberali c'è anche l'assai gradito fatto che, praticamente nel 90% dei locali in cui sono stata a mangiare/bere qualcosa, ci fosse un padrone di casa felino: qualcuno dormiva, qualcun altro accoglieva gli ospiti, qualcun altro ancora si lamentava perché mi ero seduta al suo posto... ma, insomma, diciamo che sostanzialmente la maggior parte dormiva.

Amsterdam - Cats

4) Pannekoek - ovvero il mio piatto olandese preferito
Il nome ricorda un po' le pancakes, ed in sostanza diciamo che sono una loro versione olandese, molto larghe (del diametro di una pizza, per intenderci) e sottili.
Possono essere dolci (con abbondante spalmatura di cioccolato, caramello, burro, zucchero a velo e quant'altro) o salate (con formaggio, bacon e/o verdure incorporate nell'impasto).
La mia preferita l'ho mangiata da Pancakes! - un posticino piccolo ed accogliente vicino a Prinsengracht, tutto decorato con piastrelle blu di Delft. L'apoteosi dell'olandesità, insomma! (senza bici però, per fortuna)
L'impasto era mescolato con formaggio Gouda e l'ho trovata buonissima. 

Amsterdam - Pannekoek

5) L'odore - il biglietto da visita di una città
Come ogni persona, a quanto pare, ha un suo, personalissimo odore che la contraddistingue e la rende unica, anche per le città sembra che valga lo stesso: Londra sa di fish & chips, Lisbona di pesce alla griglia, Bruxelles di waffles.
E anche l'odore di Amsterdam è una sua personalissima ed unica caratteristica, qualcosa che non si trova da nessun'altra parte.
... mi riferisco all'erba, naturalmente ;)

6) Il Quartiere a Luci Rosse - forse non è un caso che nello stemma di Amsterdam ci sia scritto "XXX"...
Liberi di pensarne quel che volete: venire ad Amsterdam senza vederlo è un po' come andare a Parigi e non vedere la Tour Eiffel (stavo per scrivere "come andare a Roma e non vedere il Papa", ma poi mi sono resa conto che sarebbe suonato un po' troppo blasfemo).
E comunque - anche qualora preferiste evitarlo, o vi suscitasse la più totale indifferenza, è quasi certo che finireste per passarci in ogni caso. 
Esattamente come a Parigi non potete evitare di vedere la Tour Eiffel da lontano. E come a Roma... no, ok, lasciamo stare.
Quello che intendo dire è che non c'è un "confine" di qualche genere tracciato che vi renda consapevoli del fatto che ci state entrando: scenetta tipica (e realmente avvenuta sotto i miei occhi) di famigliola con bambini in giro per il centro di Amsterdam, che cammina tranquilla e felice per i vicoletti, finché i pargoli non cominciano a fissare le vetrine ad occhi aperti dicendo "Mamma, cosa fa quella signorina??".
E devo dire che anche io non mi ero resa bene conto di aver appena messo piede nell'attrazione turistica più popolare di Amsterdam - finché, appunto, non mi sono girata verso ciò che aveva provocato cotanto stupore nei pargoli e non ho visto le vetrine, abitate non da manichini ma da succinte creature che ancheggiano ammiccanti o si atteggiano in bronci finto-annoiati.
(e per la cronaca uso il termine "creature" perché non è sempre facile discernerne il sesso con matematica certezza)
Poi ti giri e vedi una condomerie (ovvero, sì, un negozio che vende solo ed esclusivamente preservativi - per la serie "Solo ad Amsterdam...") che vende profilattici di qualsiasi colore, sapore e forma (sì, forma) che si possa immaginare - e anche qualcuno che non si può immaginare.
Ti rigiri ancora e vedi dozzine di sexy shop, uno dietro l'altro, che vendono strumenti che ti fanno sentire più ingenua di quanto pensassi di essere, perché non riesci tanto a chiarirti mentalmente in quale orifizio andrebbero infilati.
Ergo - ripeto: pensatene pure quello che volete, ma state pur certi che una visita da queste parti vi rimarrà indubbiamente impressa!

7) Cheese!! - e io sorrido
Credo di poter definire il formaggio la mia tentazione di gola più forte e persistente.
E' la mia risposta fissa a domande del tipo "Se dovessi mangiare un solo cibo per tutto il resto della tua vita, quale sarebbe?". Quando ero piccola non mangiavo la carne se prima non mi ci mettevano sopra un'abbondante strato di formaggio grattugiato.
E, insomma, l'Olanda sarà anche la patria delle biciclette, però è anche la patria di tanto squisito formaggio - per cui diciamo che ai miei occhi si riscatta decisamente.
Nelle aree più turistiche della città si possono trovare negozi che vendono solo ed esclusivamente formaggio (non di soli condom vive l'uomo, d'altro canto).
In questi posti vengono offerte interessanti variazioni sul tema dell'assai classico Gouda: ad esempio ne ho comperato un pezzo aromatizzato al pesto - e, a parte il fatto che era talmente verde che temevo mi sarei trasformata in Hulk, era particolare e buonissimo.

Amsterdam Cheese

8) Fiori - nel loro linguaggio Amsterdam significa "Paradiso"
Nonostante questa mia prima scoperta dell'Olanda fosse avvenuta in aprile, faceva ancora un gran freddo, e purtroppo non c'era ancora nulla di fiorito.
Così il mio unico approccio floreale con la Patria dei Tulipani è stato vagare lungo le bancarelle del Bloemenmarkt, il mercato dei fiori galleggiante - ma direi proprio che non mi posso lamentare!
Se la condomerie ha più tipologie di preservativi di quanto si possa immaginare, il Bloemenmarkt è un po' la stessa cosa per quanto riguarda i bulbi di tulipano.
(...e per la cronaca qui il passaggio pedonale è così stretto che è vietato l'accesso alle biciclette :D)

2 commenti:

  1. Anch'io ho paura delle biciclette! Ad Amsterdam però sono tranquilli, il vero terrore l'ho provato a Berlino, dove ho rischiato più volte di essere investita. Il marciapiede è diviso pedoni / pista ciclabile, e se ti distrai un attimo e metti anche solo un piede oltre la striscia che delimita la zona per i pedoni rischi d'essere falciata via (con annessi insulti in tedesco ).

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    1. Sì, anche Berlino fa paura sotto questo punto di vista.
      Però io ho trovato peggio Amsterdam - sarà che a Berlino ci sono stata in un weekend, mentre invece ad Amsterdam nell'ora di punta mentre vanno a lavorare parevano indemoniati :P

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