domenica 13 dicembre 2015

San Francisco e la magia

San Francisco non è una città che si possa rappresentare in bianco e nero.
Le foto in bianco e nero di solito spogliano gli angoli immortalati dal rumore, dal contorno, rivelandone l'anima, rivelando quel che giace nel suo profondo. Ma l'anima di San Francisco è nei suoi colori: nelle sfumature pastello della ridda delle sue case vittoriane, nelle tinte più accese dei murales nei suoi quartieri messicani, nel rosso mattone delle arcate del Golden Gate Bridge che trapana la nebbia.
San Francisco è colore, è luce.
San Francisco è magia - più o meno letteralmente, dato che, assieme a Londra e Torino, è considerata come uno dei vertici del cosiddetto Triangolo della Magia Nera, composto da città in cui il lato oscuro dell'energia magica pare avere un ruolo preponderante.
Ma, mentre si cammina per le sue strade, in salita e in discesa, con gli occhi curiosi che indagano la fisionomia delle case, persi nella sua aria vintage e bohemienne, la magia che si sente non è oscura.

giovedì 3 dicembre 2015

Pinerolo, il Medioevo sotto le montagne

Per raggiungere Pinerolo da Torino, col treno si attraversano paesini sparsi fra distese verdi, un po’ distratti e silenziosi come se fossero isole.
Su tutto domina la piramide bianca e imponente del Monviso, che pare galleggi sospesa nel cielo, come un sogno o come un arcangelo a capo delle milizie celesti, che ha deposto spada e armatura e si limita a vegliare con sguardo benevolo, avvolgendo il profilo delle chiese e dei palazzi con le sue ali candide.

domenica 29 novembre 2015

York, favola gotica e vichinga

Io & York ci siamo conosciute nel 2006.
Era stata una delle mie tante decisioni prese "di pancia": io, che normalmente sono talmente logica e razionale da rimanere troppo spesso impigliata nel mio stesso loop di "se" e di "ma" bloccando la declinazione concreta dei pensieri in azioni, per quanto riguarda i viaggi funziono in maniera radicalmente opposta. Funziono con la pancia, con l'istinto. Funziono sentendo un posto che mi chiama, che mi parla - un posto che mi ritrovo ovunque, fra le pagine dei libri, facendo zapping la domenica pomeriggio, nelle riviste trovate in giro per caso che sfoglio per caso: e ci devo andare. Ci devo andare e basta.
Lo decide la pancia; la testa sa benissimo di non avere nessuna voce in capitolo, e quindi nemmeno ci prova a dire la sua. Del resto già lo sa: solitamente queste scelte di pancia portano ad un innamoramento. Molto più di quanto lei stessa saprebbe mai fare, conoscendo alla perfezione il giusto mix e le giuste dose di ingredienti che, sulla carta, dovrebbero riuscire a calamitare il cuore. Eppure no - eppure nessun altro sa bene tanto quanto la pancia di che cosa esattamente abbia bisogno il cuore in quel momento per accelerare: forse perché è più vicina; forse perché sa interpretare meglio i segnali misteriosi e sotterranei che al cervello sfuggono. C'è sempre un elemento inatteso nelle scelte della pancia: un particolare in colori contrastanti, una novità, una nota che esce dal coro. Ed è proprio per questo che il mio cuore vola.
Ed è proprio per questo che amo viaggiare...

venerdì 20 novembre 2015

Torino ed il suo giardiniere poeta


Porta Susa
Per essere giardinieri bisogna anche essere un po’ poeti, dicono.
I fiori, si sa, hanno il loro linguaggio, e comporli assieme significa raccontare una storia, esprimere un’emozione. Alcuni giardinieri sanno essere poeti particolarmente abili nel colpire dritti, con dolcezza e incisività, a quel substrato della nostra anima che ha fame di bellezza.

domenica 15 novembre 2015

Sestri Levante e il mio drago ingabbiato

Io penso troppo.
O forse sento troppo.
Il mio cuore è imbottigliato, avvolto in strati ruvidi, e in altri troppo soffici, legato da spaghi ormai sfilacciati eppure resistenti come cavi metallici. Mi dico che è una misura di sicurezza. Che, a volte, se dovesse essere libero, sarebbe una creatura selvaggia, una specie di drago eruttante padrone di un fuoco che non sa controllare, che non sa scaldare ma solo distruggere. Ma penso anche che, forse, è così selvatico perché è sempre stato incatenato, non ha imparato a stare al mondo, a capire che le ombre si allungano verso sera, e che quelli che sembrano giganti in realtà sono soltanto nani. Però non so se potrei liberarlo: mi è arrivato in dotazione così, impacchettato e legato - forse sarebbe troppo fragile senza tutto il suo imballaggio.
Il mio cervello spesso prova a parlargli, ma lui non lo ascolta: gli dice "Sì, va bene" e poi continua a fare quel che gli pare.
Lo tiene al guinzaglio ma lui strattona, svolazza, si gonfia e trema. Lascia sfuggire zaffate di vapore calde e dolorose.
E poi implode, si accuccia rannicchiandosi su se stesso - e a volte vorrebbe piangere: non perché sia davvero triste, ma solo per sfogarsi, per buttare fuori un po' di tutta questa cosa che ha dentro che ribolle, che non si quieta, stupida e strana, dolorosa e felice.

lunedì 9 novembre 2015

[I viaggiatori Ignoranti] La Sindone ed il fuoco

Chi ha fede li chiama "miracoli".
Chi è scettico e razionalista preferisce parlare di destino.
Sono punti di vista.
Ma, che sia un miracolo o un destino, sta di fatto che la Sindone è scampata al fuoco per ben due volte, e sempre in circostanze piuttosto estreme.
I punti di vista, su questi presunti miracoli o destini fortunosi, sono parecchi...
Clicca sull'immagine per leggerli sulle pagine de I Viaggiatori Ignoranti:



domenica 8 novembre 2015

Torino ed i suoi caffè: una storia di dolcezza


Secondo una statistica di qualche anno fa, Torino sembrerebbe essere la città italiana con più bar e caffetterie per abitante.
Ma questo primato non è casuale.
La tradizione dei caffè come luogo di incontro e di appagamento della gola a Torino è molto radicata fin dal 1700, e i locali torinesi più antichi sono stati teatro, oltre che di incontri, corteggiamenti e pettegolezzi, anche di importanti dibattiti culturali e di discussioni politiche che hanno concorso a creare la storia d’Italia.
Andiamo insieme a fare un giro in alcuni dei più importanti (e golosi) locali storici del capoluogo piemontese, per fare un salto indietro nel tempo e riscoprire le tradizioni:

mercoledì 28 ottobre 2015

Bainbridge Island, lo smeraldo selvaggio

Seattle è soprannominata la Città Smeraldo, pur non avendo una presenza significativa di parchi in centro città - ma, più che una "città smeraldo", è una città incastonata dentro uno smeraldo.
Uno smeraldo selvaggio, dal verde intenso e pulsante, colorato in chiaroscuro da ombre che hanno qualcosa di misterioso e primordiale.
Questo smeraldo è la natura cupa ed intensa che popola lo stato federale di Washington.
Siamo al confine con il Canada, con le sue sconfinate foreste dell'ovest, e il cielo è spesso grigio, quasi a voler sottolineare in maniera intensa, totalizzante, la bellezza drammatica del paesaggio.
E' una natura ancestrale, che non conosce mezze misure, che sa di amore e rabbia, di malinconia pungente, di vita forse crudele eppure bellissima.
Una natura che le antiche leggende dei Nativi pellerossa hanno voluto popolare di licantropi e altre creature combattute fra l'istintualità animale e la consapevolezza umana - quelle stesse creature che poi sono diventate idoli delle teenagers tramite una famosa saga rosa a tinte fosche ambientata da queste parti.
E lo sono diventate amando rabbiosamente, senza limiti, di un amore totalizzante e non corrisposto - drammatico, di un dolore bellissimo come questo smeraldo selvaggio.

giovedì 15 ottobre 2015

Ottawa, la Londra del Canada

Quando sono arrivata ad Ottawa, prima ho corrugato la fronte un po' dubbiosa: c'era qualcosa, una vaga atmosfera di familiarità, una sensazione di "casa" che è arrivata ad accarezzarmi da qualche angolo recondito dell'inconscio, ma che non riuscivo ad afferrare. Era una sensazione di déja-vu, qualcosa che riesci ad intuire ma non a verbalizzare - qualcosa che hai sulla punta della lingua.
Poi ho capito.
Ed ho sorriso.
Il cielo plumbeo, le gocce di pioggia sul finestrino dell'autobus e la sagoma gotica del Parlamento coricata lungo il fiume sono stati l'indizio finale, la concretizzazione a livello razionale dell'intuizione.
Londra, certo.
Una vaga fisionomia di Londra - come può capitare fra cugini, o come quando si imita qualcuno e si ripropongono inevitabilmente solo alcuni tratti della sua personalità.
O come quando prendi casa in una nuova città, e puoi portarti dietro solo qualche suppellettile dalla tua residenza principale - quindi scegli quelle più utili, e che magari ti piacciono di più.
E suppongo sia proprio quello che i reali inglesi abbiano fatto con Ottawa quando decisero di stabilirvi la sede del Parlamento canadese.

domenica 11 ottobre 2015

Boboli, cuore verde dell'arte

Giardino del Boboli, Firenze

Firenze non è solo una città d'arte.
Firenze è arte trasformata in città.
Ce n'è così tanta che pare quasi d'avanzo: la incontri per strada, in piazza, come se nulla fosse, la puoi toccare, ti ci puoi quasi assuefare - tanta bellezza che sboccia all'improvviso, in ogni angolo, che non sai più dove guardare, per cosa meravigliarti.
Ti aspetti ormai di trovarla in ogni angolo, eppure riesce ancora a stupirti, perché non sai mai esattamente cosa sarà, come sarà, quale forma di bellezza plasmata nel marmo, quale tipo di grazia costruita attraverso i mattoni e la pietra: così varchi la soglia austera e nobile di Palazzo Pitti domandandoti quale declinazione assumerà tutta questa arte, questa grazia, questa bellezza nel verde del Giardino di Boboli.

giovedì 8 ottobre 2015

Una parentesi di nome Camogli

Nella vita c'è il grigio e ci sono i colori.
C'è la pioggia e c'è il sole.
La noia e la felicità.
Si alternano. Non si quando, non si sa con che frequenza, né con quale proporzione: il cambio è di solito repentino, inatteso. E la proporzione è di solito a netto sfavore della felicità: un po' come la settimana lavorativa ha cinque giorni ed il weekend solo due.
Però questa alternanza è matematica, è come la marea - e alla fine il tutto finisce per essere una scelta: come diceva Abramo Lincoln, "Ci si può lamentare perché le rose hanno le spine, oppure si può gioire perché le spine hanno le rose".
Non sempre funziona - ma a volte, quando si riesce a farlo, si aprono parentesi felici in mezzo a tutte le cose che non funzionano, in mezzo ai doveri ed alle frustrazioni, ai dubbi ed alle nostalgie.
Parentesi perfette nella loro semplicità, parentesi in grado di riempirci di cose buone, che, per qualche ora di stupida, meravigliosa grazia, forse non ci fanno dimenticare ciò che non va, ma lo rendono lontano, piccolo. Forse non ci fanno credere nell'impossibile, ma riescono a renderci grati di ciò che abbiamo - qui ed adesso, niente di più, niente di meno.
Parentesi di colore, di sole, di felicità.

[I Viaggiatori Ignoranti] Seppellite il mio cuore a Superga

Il cuore non è solo un muscolo.
E' un muscolo testardo: fa quel che gli pare, non ascolta il cervello, la logica, il dovere, il quieto vivere, la buona creanza.
Sceglie lui la sua strada e non ha pace finché anche il corpo lo segue.
Certo, non tutti i cuori sono così cocciuti (o temerari) da riuscire ad averla vinta - ma quello del Principe Eugenio di Savoia lo era.
E non solo metaforicamente...
Vi racconto la sua storia (ed il mistero ad esso connesso) sulle pagine de I Viaggiatori Ignoranti: clicca sull'immagine per leggerla.


venerdì 2 ottobre 2015

L'Inghilterra e l'essenza dell'amore

Sono seduta su una panchina in un parco a Gloucester.
E' l'ultimo giorno di settembre, sono le cinque del pomeriggio.
Il sole ha sonno e scivola fra i rami degli alberi, la sua luce si fa intensa come la malinconia: le ombre attorno si allungano e l'oro si sparge sulle cose, facendole diventare preziose. Domani salirò di nuovo su un aereo che mi riporterà in Italia, e questo, forse, è il sapore che hanno i saluti.
Questo parco di Gloucester è fatto solo di verde e di qualche albero - non ha la regalità dei parchi di Londra, e nemmeno la ricca varietà dei giardini botanici del Sud del Paese.
Però è proprio questo parco di Gloucester che mi fa pensare come, questa volta, il mio arrivederci al Regno Unito sia ancora più difficile del solito.

domenica 23 agosto 2015

Seattle: pensieri & parole

Seattle - Pensieri & Parole

C'è una ragazza che cammina pensierosa, lungo la Pine Street di Seattle, trascinandosi dietro una grande valigia azzurra.
Cammina in discesa, più veloce di quanto forse vorrebbe, da Capitol Hill verso la Westlake Station, passando davanti ai locali alternativi, sul viadotto dell'autostrada, di fronte agli alberghi di lusso ed alle boutique del centro.
Quella ragazza sono io, oggi, mentre salutavo Seattle per avviarmi verso l'aeroporto di Tacoma, dove avrei trascorso la mia ultima notte qui nello stato di Washington, prima di prendere il mio volo per San Francisco domattina all'alba.

giovedì 20 agosto 2015

#100motivi per cui amo il Regno Unito

L'amore non si riesce mai a spiegare.
Spiegare significa razionalizzare, ed i sentimenti usano un altro linguaggio, un'altra semantica.
Si può provare ad elencare i pregi, le caratteristiche dell'oggetto del nostro sentimento che ci emozionano, che ci fanno stare bene - ma l'amore è chimica, e la chimica ha una legge che dice che l'insieme è qualcosa di più che la somma delle singole parti.
E così è per il mio amore per il Regno Unito.
Quando mi chiedono perché, che cosa mi fa amare così visceralmente questa terra tanto diversa dalla mia, non so mai spiegarlo.
Non basta un elenco, c'è qualcosa di più.
C'è la sensazione di essere un tessera di puzzle che va a posto, c'è quella sottile vaporizzazione di gioia su ogni cosa che solo l'amore sa dare, c'è il fatto di distrarsi un attimo e pensare di essere sempre stati lì, di volerci poter restare per sempre.
Ma - ad ogni ragazza innamorata piace stilare l'elenco di tutte le cose che le fanno battere forte il cuore; quindi stavolta provo a darvi almeno #100motivi per cui amo il Regno Unito.
Con l'emozione della certezza che lo rivedrò prestissimo...

domenica 16 agosto 2015

Strasburgo è...

Strasburgo è una città equilibrista.
Strasburgo è una città di contrasti, che però convivono con un'armonia tale da costituire una rara forma di grazia - quella bellezza fatta di cose diverse, cose agli antipodi fra loro, che eppure trovano un modo, una strana reazione chimica per intrecciarsi, fondersi, creare qualcosa di unico ed incantevole.
Strasburgo è francese? E' tedesca? E' antica? O moderna?
Strasburgo è tutto questo - ha trovato una qualche formula magica, scritta nelle pietre dei suoi vicoli ammalianti, per far convivere in sè questi opposti, apparentemente senza forzature, come se la sua anima fosse intrisa nel profondo di entrambi gli aspetti, imprescindibilmente.
E' una città con così tante sfaccettature, così tanti angoli meravigliosi, diversi, inattesi, che a volte, mentre la giri a caso, senza meta, seguendo l'istinto, seguendo ciò da cui i tuoi occhi vengono attratti, ti fermi confusa a guardare un punto, domandandoti dove tu abbia già visto qualcosa di simile - perché è completamente diverso da quello che hai visto poche decine di metri prima.
Strasburgo ha angoli che assomigliano a tanti posti - eppure lei, in sé, non assomiglia a nessuno: definirla "ibrido" sarebbe sminuirla. Non è fatta di pezzi presi altrove e suturati a forza insieme: è un'armonia di aspetti che appartengono solo a lei, che lei stessa si è costruita man mano, durante i capitoli intensi e a volte sofferti della sua storia.
Strasburgo è francese, è tedesca, è alsaziana, è internazionale. E' medievale, moderna, barocca, antica, nuova, e molto altro.
Strasburgo è...

giovedì 13 agosto 2015

Oggi parto


Oggi parto.
Forse non vi interessa, o forse vi capiterà di leggere queste righe quando sarò già tornata da un po'; ma quando si parte, a volte, si è un po' egoisti, e forse scrivo queste parole più che altro per me, perché ho tante aspettative su questa partenza - sono emozionata come da un po' non mi capitava, e ho bisogno di immortalare in qualche modo questa aspettativa, questa emozione.
Rileggerla fra un po' di tempo e magari sorridere.
Ma credo di aver anche bisogno di partire, per fare una dialisi di energia al corpo e di pensieri freschi alla mente.
E magari anche di trovare risposta ad alcune domande.
Mi illudo sempre di trovare risposta alle mie domande partendo, anche se poi, in realtà, non capita praticamente mai. O forse, semplicemente, la risposta già la so - ma mi manca il coraggio di ascoltarla.

domenica 9 agosto 2015

Edimburgo in Festival

Festival di Edimburgo: Fringe e Military Tattoo

"Oh, andate ad Edimburgo!! Che bello! Che fortuna! Siete così fortunate!!"
Io e Tabby Cat stiamo facendo check in alla reception della nostra guest house a Pitlochry, un paesino fatto di fiori e cottage di pietra nell'Argyle, contea delle terre basse scozzesi. La guest house è una grande dimora georgiana che sembra uscita da qualche film di Ivory, fuori la pioggia scroscia e la ragazzina alla reception avrà sì e no 16 anni.
E' la nipotina della proprietaria e quando siamo arrivate si stava facendo le unghie sospirando con aria annoiata mentre sbirciava una rivista di gossip.
"Andrete a vedere il festival? No? Mia nonna forse mi porta domenica, abbiamo i biglietti per il Tattoo! Ma voglio assolutamente vedere anche qualche spettacolo del Fringe!"
Ci dice in tono entusiasta e canterino, sgranando gli occhioni celesti.
"Sono così emozionata!" aggiunge, prima di darci le chiavi della nostra stanza.

giovedì 6 agosto 2015

Sul viaggio e sulla vita...


C'è chi dice che più che programmare viaggi bisognerebbe costruirsi una vita da cui non si ha bisogno di prendere vacanze.
Vero, forse.
Ma quando questa vita non c'è (o magari non c'è *ancora*, chissà), allora menomale che ci sono i viaggi.
"Non si viaggia per fuggire dalla vita, ma perché la vita non ci sfugga" - dice un aforisma che mi piace molto; ma di conseguenza, allora, mi domando: che cos'è la vita?

domenica 2 agosto 2015

[I Viaggiatori Ignoranti] - Il Portone del Diavolo

Sarà vero che a Torino c'è il Diavolo?
Ma no - non più che in altri posti, per chi ci crede.
Però è sicuramente vero che c'è il Portone del Diavolo, che di inquietante non ha solo i simboli scolpiti sui suoi pannelli, ma anche diversi avvenimenti accaduti fra le sue mura.
Oggi, comunque, lì dentro c'è una banca - quindi fate un po' voi...
Il resto della storia ve la racconto con I Viaggiatori Ignoranti: cliccate sull'immagine per leggere l'articolo!


venerdì 31 luglio 2015

Schoenbrunn, la "bella fonte" degli Asburgo

Schoenbrunn è stata la prima cosa di Vienna che ho visto - in quel caldo, caldissimo luglio del 2007 (di cui vi ho parzialmente accennato qui), che non me l'aveva fatta debitamente apprezzare.
Le temperature superavano i 40° C, e girare per la città era gradevole quanto essersi persi in un deserto. L'afa torrida abbrustoliva i miei sensi e la mia capacità di apprezzare il bello - l'obiettivo principale dei nostri giri non erano palazzi e monumenti, ma un rifugio dalla calura, un po' di relativo sollievo all'ombra o l'aria condizionata di negozi e locali. Per tre giorni mi sono nutrita solo di gelati (che, di questo bisogna dar credito, nella capitale austriaca sono di ottima qualità), e, fino alla mia seconda visita avvenuta la scorsa estate, il mio unico ricordo di Vienna era l'odore della cacca di cavallo: in centro ci sono molte carrozze e calessini che hanno lo scopo di farti immergere ancora di più nell'atmosfera elegante e d'antan del centro, con il suo sfarzo imperiale; ma in quei giorni l'unica suggestione che amplificavano era di tipo olfattivo, per colpa della temperatura.

Però Schoenbrunn... Schoenbrunn l'avevo apprezzata a prescindere.

sabato 25 luglio 2015

St Andrews, il lato bon-ton della Scozia

Saint Andrews è un'elegante cittadina che si affaccia sulle coste del Fife, lungo il lato sud-est della Scozia.
Oggigiorno è fondamentalmente conosciuta per il suo ateneo, che è uno dei più antichi e rinomati del Regno Unito (e che permise anche a Kate Middleton di incontrare il suo Principe Azzurro, dal momento che entrambi hanno studiato qui), e per i suoi campi da golf.
Questa sua vocazione di regina del green forse la potrà far apparire un pochino snob, ad una prima occhiata superficiale: una signorina bon chic di famiglia altolocata dal look sobrio ma ricercato, che studia in un'università importante come preliminare per una prestigiosa carriera già tracciata, e che nel tempo libero comincia già ad intrecciare rapporti sociali che contano in qualche elitario circolo sportivo.
Ma questo aplomb posato ed elegante è soltanto un abito di sartoria indossato sopra un'anima scozzese fino al midollo.

martedì 21 luglio 2015

Liebster Award #3 - a volte ritornano...

"Non c'è due senza tre", si dice, ed eccomi alla mia terza nomination per il Liebster Award!!
Questo giochino mi diverte sempre un sacco, perché mi piace rispondere alle domande, e mi piace leggere le risposte alle domande che pongo io -  è un modo per conoscersi meglio,  e per trovare altri punti in comune oltre alla passione per i viaggi.
Ringrazio quindi Federica di Una ciliegia tira l'altra per avermi nominata... e adesso passo alle risposte :)

martedì 7 luglio 2015

Mont St-Michel, quella volta che ci siamo incontrati...

Quella volta che ci siamo incontrati, è stato sette anni fa.
E' passato tanto tempo, e a lungo ho pensato come scriverne. Ma tu sei lì, in mezzo alla marea, immutato da più di mille anni.
Che importa quanto tempo sia passato...
Il tempo è passato per me, ma non per te.
Quella volta che ci siamo incontrati ti ho visto comparire da lontano, come un miraggio, emergere dietro prati verdi e pecore - una sagoma sfocata e quasi irreale, un castello sacro nato dalla magia dove i cavalieri coraggiosi devono affrontare prove per determinare il loro destino.
Ma io sono un cavaliere coraggioso? Lo sarò?

sabato 4 luglio 2015

Stoccolma in bianco & nero

Se penso a Stoccolma penso all'ordine ed alla perfezione - ma non ad un ordine e ad una perfezione asettici, senz'anima come un robot: no, il fascino dell'ordine scandinavo risiede nel suo contrasto fra la superficie, levigata e pura, e ciò che si agita, tormentato e riflessivo, nei suoi abissi. Perché un po' di questo ribollimento interiore, per quanto racchiuso a tenuta stagna in un silenzio introspettivo, riesce sempre a fuggire un po' in superficie: una bolla ribelle che increspa il pelo dell'acqua, che le regala curve sinuose, ed uno sguardo malinconico.
Se penso a Stoccolma penso che per me è stata come una parentesi, una capsula d'aria incuneata fra la chiusura e l'apertura di due periodi importanti della mia vita. E' stato uno spazio, il momento in cui ti fermi a riprendere fiato, e a contemplare per un attimo la bellezza di ciò che ti circonda - senza obiettivi, senza calcoli, solo per la bellezza fine a se stessa. E così scopri nuovi modi di vedere le cose, nuove parti di te che fino a quel momento erano rimaste inespresse.
Se penso a Stoccolma penso all'acqua ed al legno, a linee pulite ed essenziali ma armoniche, ad una bellezza a tinte chiare eppure decise.
Penso al suo arcipelago, in cui ogni isola sembra avere una sua personalità ben distinta e spiccata: i canali d'acqua separano mondi, diversi eppure simili, parte di una matrice comune, come membri di una stessa famiglia - come facce di una stessa medaglia.

lunedì 29 giugno 2015

Il Gatto Nero & l'Etna

Com'è vivere all'ombra di un vulcano attivo?
Me lo sono sempre domandata - forse perché la montagna all'ombra della quale io invece sono cresciuta, quel Musiné spelacchiato ed un po' inquietante di cui vi ho raccontato qui, fra le tante leggende con un fondo di verità che lo vedono protagonista ha anche quella di essere stato, appunto, un vulcano...
E quindi - a volte lo guardavo, e pensavo a come sarebbe stato se, all'improvviso, dal suo profilo glabro e rossiccio avesse cominciato a vomitare fuoco e gas. Una notte credo anche di averlo sognato - uno di quei sogni adolescenziali un po' tumultuosi, un po' tormentati.
Ma com'è nella realtà?
Uno degli aspetti più interessanti del blog tour fatto a marzo con Turismo Slow nella campagna catanese attorno alle pendici dell'Etna è stato quello di trovare delle risposte a questa mia domanda, attraverso le parole di chi, all'ombra di un vulcano attivo, ci vive veramente.

[I Viaggiatori Ignoranti] - Il Duomo di Torino ed i suoi misteri

Io ho un debole per le cattedrali gotiche - chi mi segue lo sa.
Le loro facciate aguzze ed elaborate sono una fitta trama di luci ed ombre, di metafore e misteri, di misticismo in chiaroscuro.
Mi è sempre dispiaciuto che a Torino non ne avessimo una...
Però in quanto a storia complessa, rimandi esoterici e leggende il nostro Duomo di San Giovanni non ha nulla da invidiare a questi misteriosi capolavori dell'architettura medievale.
Volete sapere esattamente perché?
Cliccate sull'immagine, ve lo racconto con I Viaggiatori Ignoranti...


mercoledì 10 giugno 2015

Mondsee, appassionatamente...

"Tutti insieme appassionatamente", ammetto, non l'ho mai visto. E confesso anche che non ho particolari intenzioni di vederlo.
Mi pare la versione canterina di uno spot del Mulino Bianco, dove il carburante autoalimentante della famiglia felice & perfetta non sono le brioscine ma le note musicali.
Peraltro, la traduzione italiana del titolo è fedele alla tradizione creativa dei traduttori nostrani di titoli - che non sono mai letterali e spesso centrano una beata fava con l'originale, eppure in qualche modo riesce a distillare il succo della trama in maniera ancora più efficace e pregnante di quanto il titolo "vero" riesca a fare: "Tutti" (ma proprio tutti, eh? la perfezione non ammette pecore nere) - "insieme" (mi raccomando sempre sempre sempre insieme, che nessuno osi reclamare un po' di solitudine ed individualismo) - "appassionatamente" (certo, non basta essere solo sempre insieme, bisogna anche essere felici di farlo) credo anticipi molto di più sul clima che si può aspettare vedendo il film rispetto a "The sound of music", titolo originale che potrebbe nascondere qualunque cosa, anche un documentario sui flauti in bambù dei Papua della Nuova Guinea o un biopic di qualche rocker maledetto morto ventenne per un'overdose di crack.

giovedì 4 giugno 2015

Firenze vista dall'alto

L'ho sempre detto: per le città non funziona come per gli esseri umani., che, a guardarli dall'alto in basso, equivale a dire giudicarli, trattarli con supponenza.
Guardare dall'alto dalle città significa conoscerle, abbandonare i preconcetti, cogliere con un'occhiata, rapida e mozzafiato, la loro essenza, condensata in un panorama, lambito o tagliato dall'acqua, in uno skyline che ne riassume storia e tribolazioni, stagliandole contro il cielo.
Ed è per questo che guardare le città dall'alto è una delle cose che mi piace di più fare.
Firenze ha una grazia armoniosa, semplice e calda, anche vista dall'alto.

lunedì 1 giugno 2015

[I Viaggiatori Ignoranti] - Il mito della Città di Rama

Sapevate che anche Torino, o meglio la Val di Susa, ha la sua Atlantide?
Un luogo mitico, favoleggiato da millenni in leggende dai contorni esoterici, a metà strada fra metafore alchemiche e racconti di paese - ma di cui non è mai stata trovato alcun tipo di evidenza storica o archeologica.
Si tratta della Città di Rama, forse fondata da un dio, o forse da qualcuno arrivato dal cielo sopra un carro dorato...
Andiamo a cercarla assieme con I Viaggiatori Ignoranti: clicca sulla foto per leggere l'articolo.


domenica 31 maggio 2015

A spasso per Mascalucia, nel ventre (e nel cuore) della Sicilia

Mascalucia è un paese dell'entroterra catanese, arrampicato sulle pendici dell'Etna come una figlia devota e silenziosa.
Mascalucia è stata il nucleo principale del blog tour fatto a marzo con Slow Tourism alla scoperta di questa fetta di Sicilia poco conosciuta eppure bella - di quella bellezza semplice ed antica che non vuole apparire, che non indossa abiti della festa perché non ne possiede nemmeno, non le interessa.
E Mascalucia è davvero il cuore di tutto questo, di questa Sicilia autentica e tradizionale, immersa a strati nella sua stessa storia, che porta addosso sulla pelle come un tatuaggio - o una cicatrice.
Passeggiare per i suoi vicoli è come entrarle nel ventre, respirare la sua essenza: pare una contrada senza tempo e ti sembra di sentire, appena appena nascoste, sotto uno strato sottilissimo, che basterebbe solo un soffio per smuovere, le atmosfere e le vicende uscite dalla penna di Verga.

lunedì 25 maggio 2015

Antibes, amata dagli artisti

Ci sono città che vengono scelte ed amate dagli uomini di potere: sono città cresciute sul baricentro nevralgico di un Paese, da quel particolare incrocio di linee energetiche che emana carisma, che lungo lo scorrere dei secoli gli eventi hanno fatto declinare in alte ed austere maestosità di marmi barocchi, in colossi di bronzo dorato che dominano il panorama con aria regale ed assertiva, in ponti e strade lastricati di robusta pietra candida, adatta ad essere calpestata da chi nasce per comandare. Sono città che ti guardano dall'alto di un trono, che che ti dicono, senza bisogno di parlare, che il loro potere vive da secoli, che è quasi innato, quasi ascritto.
Ci sono città che invece vengono scelte ed amate da chi il potere lo fa derivare non dal dominio amministrativo ma da quello economico, dal denaro e dal lavoro: sono città moderne e dinamiche, dall'assetto pragmatico ed efficiente, con infrastrutture efficaci e collegamenti ben sviluppati, città al passo con i tempi, a cui non interessa il passato ma il futuro. Sono città fatte di vetro, per vedere lontano, e di metallo, per essere solide ma flessibili. Sono città sempre di corsa, multitasking, che parlano e fanno, che inseguono un obiettivo, ma più ancora che il fatto di raggiungerlo sono mosse dall'adrenalina che il movimento fa scaturire.
Ci sono infine città che sono scelte dagli artisti.

martedì 12 maggio 2015

Kew Gardens: un giardino botanico davvero regale

Cosa fai se ti trovi a Londra e hai voglia di qualcosa di nuovo?
Cosa fai se maggio è appena cominciato e hai voglia di farti accarezzare un po' dal tepore primaverile, di sentire il profumo dei fiori appena sbocciati?
Cosa fai se sei appena rientrata dalla quiete campestre del Galles e fatichi un po' a riabituarti ai ritmi frenetici della metropoli?
Beh, vai ai Kew Gardens ovviamente!
I Kew Gardens si estendono per più di 120 ettari e sono una delle più vaste collezioni botaniche esistenti al mondo.
[Wikipedia dice *la* più grande - però io sono un po' scettica al riguardo e preferisco tenermi sul vago]

venerdì 8 maggio 2015

[I Viaggiatori Ignoranti] - Dioniso a Firenze

L'arte rinascimentale non è mai quello che sembra.
Per gli artisti di quegli anni, bellezza e sapienza, forma e contenuto erano strettamente interconnessi - pertanto ogni opera non è solo bella da vedere, è anche interessante da interrogare.
Ad esempio Dioniso non è solo il dio degli eccessi e del piacere.
Ha anche un'altra interpretazione...
Che ho scoperto lo scorso weekend, girovagando per Firenze e per la sua bellezza.
Ve la racconto con I Viaggiatori Ignoranti: clicca sulla foto per leggere l'articolo.


domenica 3 maggio 2015

#10buonimotivi per conoscere una Sicilia alternativa

Scoprire un territorio significa non fermarsi di fronte alle sue icone, alle sue mete turistiche più gettonate.
Scoprire un territorio significa andare alla scoperta dei suoi tesori nascosti, avere la curiosità di andare oltre, di scoprire qualcosa di nuovo - con la convinzione che "meno celebre" non è assolutamente equazione immediata di "meno bello".
Anzi, spesso è proprio negli angoli nascosti che si riesce ad entrare in contatto con maggiore immediatezza con l'anima più autentica di un territorio - quella più sincera, senza trucco, senza la patina che il marketing turistico le spalma addosso per riuscire a venderla meglio. Quella che ci accoglie in abiti comodi e non con il vestito della festa, ma che in questo modo si sente maggiormente a proprio agio nell'offrirci un caffè al tavolo della sua cucina e a raccontarci di sé.
E il blog tour fatto a marzo con Slow Tourism nella zona rurale attorno alle pendici dell'Etna è stato decisamente all'insegna della scoperta di una Sicilia diversa, lontana dai percorsi turistici più battuti, ma che ha saputo mostrarci tutte le luci e le ombre della sua bellezza più autentica.
Eccovi #10buonimotivi per invogliare anche voi a scoprirla...

giovedì 2 aprile 2015

Sapori di Sicilia...

Quando si viaggia (e si viaggia davvero, non come turisti, ma come esploratori che vogliono conoscere, capire una terra) lo si fa con i sensi.
Anche il gusto è un modo di esplorare, di conoscere.
I piatti tipici raccontano il territorio in cui sono nati, ne sono un'espressione creata ai fornelli, declinata attraverso le eccellenze gastronomiche che lo caratterizzano.
Attraverso la cucina si conosce la storia, la personalità, le inclinazioni di un luogo.
Il cibo è un racconto, un biglietto da visita.
E' una guida turistica, una full immersion in una cultura.
Il blog tour in Sicilia con Slow Tourism, trascorso sulle pendici dell'Etna alla scoperta di un angolo inedito di questa regione, è stato anche questo: un'esplorazione attraverso il gusto, una scoperta delle eccellenze locali, una conoscenza che si è creata a tavola fra mille delizie - alcune attese (arancini, pistacchi, cannoli), altre a sorpresa.
Ecco le tappe del mio viaggio enogastronomico.

domenica 29 marzo 2015

Québec City: il meglio della Francia in Canada

Québec City (o, se preferite, Ville du Québec - e loro preferiscono, decisamente) appartiene senza dubbio a quella categoria di città che vive fuori dal tempo, ribaltando il passato dentro il presente, declinandolo in un'armonia vintage quasi fiabesca che si dipana fra il color crema e le travi di legno delle case a graticcio e che si arrampica sui ciottoli di sinuosi sentierini in salita.
E' un genere di paesaggio urbano di cui in Europa siamo talmente ricchi che quasi tendiamo a darlo per scontato - o perlomeno siamo parecchio esigenti in merito. Trovarlo in Nordamerica è già stato di per sé sorprendente - doppiamente per la sua bellezza inattesa.
Forse è più acerbo rispetto a ciò che si può incontrare in Francia - perché indubbiamente è molto più giovane, ma forse anche perché gli manca la carica di chiaroscuro data dalle ombre di certe vicende storiche.
La sensazione che si ha camminando fra i vicoli di Québec City è strana: c'è un'aria di familiarità, ma è sfuggente - come quando incontri qualcuno che pensi di aver già visto da qualche parte, ma non ricordi esattamente dove.
C'è un po' di Normandia, un po' di Alsazia, un po' di Borgogna: è come un riassunto del meglio della Francia, ma la sensazione non è quella di una fotocopia stampata su lucido ma priva di personalità - la personalità Québec City ce l'ha, ed è questo che la rende unica.
Non è solo nostalgia della Francia, è volontà di portare le proprie radici in un Nuovo Mondo, di farle crescere e germogliare.

venerdì 27 marzo 2015

I volti di pietra di Vicenza

Da questo mio weekend a Vicenza sono trascorsi ormai sei anni.
Sei anni sono tanti - sono tanti in generale, in una misura obiettiva, perché sono 72 mesi, sono 2190 giorni (e qui la smetto con le mie manie statistiche); ma sono tanti per me, perché sono più di due capitoli fa della mia vita.
Senza contare i paragrafi di cui sono composti questi capitoli, e le note a pié pagina, e le sottotrame che si sono intrecciate, a volte lente, a volte complicate, in queste pagine fittissime che sono state scritte da allora.
Eppure...
Eppure di questo weekend io ho un ricordo vividissimo.
Questo perché è stato uno di quei viaggi che non sono stati svolti solo fuori, ma anche dentro, uno di quei viaggi di cui poco importa se siano stati brevi o lunghi - perché si svolgono in primis in tua dimensione interiore, dove il tempo è gentile, si dilata, non segue le misure convenzionali ma aderisce alle curve dei tuoi pensieri, delle tue emozioni.
E' stato uno di quei viaggi che ricordi - non tanto (o non solo) per la meta, ma perché diventano pietre miliari di percorsi che fai dentro di te.
Ma la meta si fa scenografia della nuova tappa della tua anima: si ispirano a vicenda, l'interno e l'esterno, si cercano in uno scambio dialettico di segni - che i tuoi occhi cercano e che la tua anima interpreta, come risposte. O come nuove domande.
Ed è così che ricordo Vicenza, è così che ve la voglio presentare: in bianco & nero - non per privarla dei suoi colori, ma per trasmettervi, assieme alla sua, anche una sfumatura della mia anima in quel momento...

sabato 21 marzo 2015

[I Viaggiatori Ignoranti] - Il Musiné

Il Musiné è una montagna della Valsusa, in provincia di Torino.
Già ha un nome strano, ma quando la si vede si capisce subito che non è una montagna come tutte le altre.
E' spelacchiata e rossiccia, ed ha un aspetto vagamente tetro.
Non vi cresce molta vegetazione, ma in compenso vi sono fiorite molte leggende.
Chissà se sono causa o conseguenza della sua aria un po' inquietante?
Ve le racconto assieme a I Viaggiatori Ignoranti: clicca sulla foto per leggere l'articolo.


domenica 15 marzo 2015

...e 100 già fatte

...E ora che la lista delle #100cosedafareprimadimorire è compilata?
Viene quasi un po' di timore reverenziale, un po' di agitazione nel pensare "Riuscirò mai a fare davvero tutte queste cose??".
Quindi, per incoraggiarmi, ho deciso di compilare anche un'altra lista, complementare, di 100 cose che mi è capitato, più o meno consapevolmente, di desiderare di fare e che sono riuscita a mettere in pratica.
Che siano piccole o grandi non importa, l'importante è che si tratti di desideri avverati.
L'ho chiamata #100cosefatte.
Qual'è la vostra??

sabato 7 marzo 2015

#100cosedafareprimadimorire


Lo dicevo pochi giorni fa, di solito non amo fare liste di cose che vorrei fare: non mi piace più di tanto programmarmi, mi piace che la vita riesca a sorprendermi, a stupirmi con occasioni che magari non avrei mai pensato di desiderare - e che invece scopro di desiderare non appena capitano.
Ma è anche vero che, come tutti, ho dei sogni, degli obiettivi.
E che, se non si inseguono i sogni, come diceva Galleano, non si cammina.
E poi... non so, a volte è bello mettere le cose nero su bianco: è un po' come una specie di incantesimo - nel buttarle fuori da te sembra quasi che diventino più concrete, più abbordabili. Non fosse altro perché, verbalizzandole, si fa chiarezza dentro di sé, si razionalizzano desideri e priorità.
Quindi ecco qui la mia personale lista delle #100cosedafareprimadimorire...

martedì 3 marzo 2015

Blog Tour con Slow Tourism: alla scoperta di una Catania diversa

Non ho mai avuto l'abitudine di tenere un elenco di tutte le cose che, prima o poi, avrei voluto fare.
Non l'ho mai stilato un po' perché le liste da spuntare mi creano un po' di pressione, e preferisco seguire l'ispirazione del momento, cercando di sfruttare le occasioni che si presentano e di guardare con occhi entusiasti tutto ciò che si presenta sul mio cammino. E poi perché a volte ci sono cose che ti rendi conto di desiderare solamente quando ti capitano.
Ad esempio un blog tour non so bene se avrei mai pensato di metterlo consapevolmente in lista: ne ho sempre letto le recensioni delle altre blogger che li hanno fatti con ammirazione e piacere, pensando che debbano essere esperienze davvero arricchenti ed istruttive, ma probabilmente, sotto sotto, ho sempre pensato che fossero riservate a blogger più " di successo" rispetto a me, e quindi, in un certo senso, era qualcosa che non osavo sognare.
Ma, quando mi è stato proposto da Slow Tourism di partecipare ad uno di essi, ho subito capito che decisamente era un'esperienza che avrei voluto mettere in lista.

sabato 28 febbraio 2015

#10buonimotivi per andar per musei a Torino

Per musei ci si va o per forza o per amore.
Per forza - perché ti ci porta la scuola, ti ci trascina il fidanzato intellettualoide o semplicemente perché piove e girare la città diventa troppo umidiccio.
O per amore - amore dell'arte, della storia, della curiosità, della voglia di imparare e stupirsi.
Io cerco sempre di andarci per amore; anche se, lo ammetto, a parte alcune rarissime e peculiari eccezioni, non hanno mai la priorità assoluta quando visito un nuovo posto. Di solito preferisco dare la priorità alla città in carne ed ossa, percorrere la sua fisionomia con gli occhi e con le gambe, scoprirne la personalità, assaggiare i suoi ingredienti e mescolare i suoi colori.
Però ammetto che anche i musei fanno parte della fisionomia di un luogo - o, per meglio dire, la rispecchiano, la teorizzano, come fanno i libri con la vita vera.
...E che cosa ci dicono di Torino i suoi musei?
Ci dicono che qui nascono cose importanti che però vanno a crescere altrove, come il cinema, o l'Italia intesa come nazione.
Ci dicono che non ha avuto una sola famiglia reale, ma addirittura due. La prima, ovviamente, sono i Savoia. La seconda sono gli Agnelli, padroni non solo dell'automobile, ma anche di una delle più gloriose squadre di calcio europee.
Ci dicono che ha partorito ed accolto molte menti brillanti ed altrettante menti controverse. Alcune delle quali brillantemente controverse.
E ci dicono molto altro...

giovedì 26 febbraio 2015

Very Inspiring Blogger Award - e 7 delle mie stranezze...

Sono un po' silenziosa ultimamente, lo so.
Mi sento invernale in questo periodo - un po' svuotata di ispirazione ed entusiasmi, e dormiente come un campo di grano sotto la neve. Sono in letargo, o almeno vorrei esserlo.
E' una strana sensazione: non mi sento spenta o svuotata, ma solo in attesa. Un'attesa plumbea e sospesa, con l'aria umida e faticosa da respirare. Un purgatorio come sa esserlo l'inverno.
Ho bisogno di una primavera, di un po' di ghiaccio che si sciolga. Ho bisogno di tornare a sentire di nuovo le cose, anche se farà male, pungerà come tanti spilli, come il sangue quando torna a scorrere in un arto addormentato.
Accadono cose che sono come preludi al cambiamento, come il canto di un gallo che annuncia l'alba - ma poi rimane la notte, come se anche il destino fosse in letargo, troppo pigro anche lui per prendere decisioni per me in questo momento.
Ho bisogno di muovermi, di far strillare i muscoli. Faccio a piedi metà del mio tragitto casa-lavoro, faccio ginnastica tutti i giorni. L'acqua salata è la cura per tutto, diceva qualcuno: questa volta ho deciso di usarla sotto forma di sudore, anziché di lacrime.
La mia amica Antonette di We12travel mi ha nominata qualche settimana fa per il Very Inspiring Blogger Award, che è un premio che viene dato da blogger ad altri blogger che li hanno inspirati, in un modo o nell'altro, e che ha l'obiettivo di riuscire a conoscere meglio la persona nascosta dietro la tastiera. E colgo l'occasione per farlo adesso, in questo momento di ispirazione in stand-by.

mercoledì 18 febbraio 2015

[I Viaggiatori Ignoranti] - La Maschera di Ferro a Pinerolo

La Maschera di Ferro è un nome che fa subito venire in mente Alexandre Dumas, che l'ha romanzato in un bel tomo, e Leonardo Di Caprio, che gli ha prestato il volto in un film di qualche anno fa.
Ma lo sapevate che è realmente esistito?
E che ha fatto anche una lunga sosta obbligatoria dalle mie parti, nelle prigioni della Fortezza di Pinerolo?
Vi racconto la sua storia nel mio nuovo articolo per I Viaggiatori Ignoranti.
Sì, c'è anche D'Artagnan.
Cliccate sulla foto sotto per saperne di più:


sabato 14 febbraio 2015

#unviaggiovintage - ovvero com'è nato il mio amore per Londra

Il vintage, secondo me, più che uno stile, è un modo di essere. Il modo di essere di chi ama cullarsi nei ricordi, sentire fra le dita il rumore delle pagine del proprio diario, accarezzare le vecchie foto - a costo di farsi del male ricordando con quale orribile pettinatura e/o con quale improbabile look si andava in giro a quei tempi.
Io appartengo a questo club di nostalgici, che si raduna virtualmente bevendo té di fronte ad un caminetto acceso.
Sono così vintage che, se non fosse poco pratico per la vita di tutti i giorni, me ne andrei in giro vestita in crinoline e con i guanti di pizzo, facendo i miei viaggi in carrozza e redigendo il mio blog con piuma d'oca e calamaio.
Sono così vintage che casa mia pullula di diari, plichi di fotografie e scatole colme di biglietti e ricordi - ovviamente sistemate all'interno di mobili in stile shabby chic.
E, quindi, sono così vintage che non potevo non aderire all'iniziativa di Monica di Alla ricerca di Shambala che consiste nel raccontare #unviaggiovintage.

mercoledì 11 febbraio 2015

Mentone, la sorella bella

Il treno che da Ventimiglia porta in Costa Azzurra, per entrare in territorio francese attraversa una breve galleria.
Qualche istante di buio e poi rocce frastagliate a picco su un'acqua di un blu abbacinante, che ti fa capire perché questo contorno di Francia porti il nome di un colore: l'azzurro del mare è talmente intenso, talmente pieno che ti sembra non esista altro, che tutto il resto del paesaggio, naturalistico ed urbano, sia stato costruito in funzione di questo azzurro, per esaltarlo e fargli riempire occhi ed anima di chi lo vede.
Sembra diverso dal mare della Liguria, nonostante sia di fatto lo stesso mare, osservato a pochi metri di distanza: è come una fotografia ritoccata con un filtro che ne esalti l'intensità e la luminosità, come un volto i cui lineamenti vengano resi più belli e dolci da un make-up sapiente.
Attraversare questo tunnel è come scivolare nella tana del Bianconiglio o infilarsi nell'armadio che porta a Narnia: sembra di finire in un mondo parallelo che è specchio di quello che ci si lascia alle spalle, ma che ha una declinazione più luminosa, più delicata - un filtro ideale di come vorremmo che fossero le cose.

mercoledì 4 febbraio 2015

Beamish: l'Inghilterra in un museo vivente

Ho una predilezione per i musei all'aria aperta.
Sono delle macchine del tempo, delle porte d'ingresso ad una dimensione parallela lontana nel tempo o nello spazio che non rimane piatta e lontana, imprigionata sulle pagine di un libro o dietro una teca di vetro, ma che si può vedere a tutto tondo, toccandolo e respirandolo, immergendosi completamente fra le sue sfaccettature attraversandole a piedi.
Sono libri di storia che si animano, che diventano vivi - e poteva forse mancare un museo simile in un paese come l'Inghilterra, così affezionato e rispettoso delle proprie radici e del proprio passato?
Il Museo all'aria aperta di Beamish si trova nel nord-est del paese, a pochi km da Durham, ed è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici.

sabato 31 gennaio 2015

Mille isole nell'Ontario (e una a forma di cuore)

Avete mai fatto una follia per amore?
Avete mai avuto voglia di regalarle la luna, le stelle, il mare e le montagne? Uno stadio da calcio, una stazione spaziale - o semplicemente un cuore umano, il vostro?
George Charles Boldt, che era un milionario, ma non un milionario qualunque, aveva deciso che non si voleva accontentare di donare alla sua amata ogni battito pulsante del muscolo che gli palpitava nel petto.
George Charles Boldt era un immigrato prussiano, sbarcato tredicenne sul suolo statunitense a metà del 1800 per lavorare come cameriere, che nel giro di una decina d'anni divenne il direttore del Waldorf-Astoria a New York. E a sua moglie decise di regalare, oltre al suo cuore, un'intera isola con quella forma.

mercoledì 28 gennaio 2015

#10buonimotivi per andare a Venezia (non del tutto scontati)

Venezia è una città metà donna e metà pesce, diceva Jean Cocteau.
Venezia-sirena è un'identificazione che mi piace: è calzante di mistero e di malìe, è un labirinto ipnotico in cui si finisce per desiderare di perdersi, è un richiamo seduttivo appollaiato in mezzo al mare a cui non riesci a sottrarti, e che ti porta in un incredibile parentesi fuori dal tempo.
Ma Venezia non è una sirena che inganna: è come una nobile dama che molto ha vissuto e che non ha timore di mostrare le proprie rughe - ne fa anzi un motivo di bellezza.
I suoi canali sono come vene bluastre che l'incarnato pallido lascia intravedere, la cipria con cui si cosparge ancora abbondantemente le gote non copre le crepe, e le stecche del suo bustino sono ormai incrinate - eppure c'è qualcosa di ancora maliziosamente seduttivo in tutto questo: vengono in mente gli ammiccamenti sotto le maschere del Carnevale, e i fasti di Casanova.
Di Venezia amo il fatto che si sia obbligati a girarla a piedi: anche quando ti sembra di conoscerla già, riesce sempre a farti perdere facendoti trovare qualcosa che non avevi ancora visto, come accade in quei racconti dell'assurdo in cui qualche divinità capricciosa si diverte a cambiare le carte in tavola.
C'è bisogno di #10buonimotivi per visitare Venezia?
Forse no.
Forse Venezia è già di per sé un motivo sufficiente.
Ma, se volete qualche spunto, questo è ciò che vado a ricercare ogni volta che la incontro...

lunedì 26 gennaio 2015

[I Viaggiatori Ignoranti] - Il Diavolo a Torino?

Secondo gli studiosi di esoterismo, Torino è percorsa da un dualismo energetico di luce ed ombra, di Bene e di Male - non per niente è l'unica città a trovarsi sia nel triangolo della Magia Bianca che in quello della Magia Nera.
In Piazza Statuto c'è un monumento che, secondo alcuni, rappresenta qualcosa di totalmente diverso da quel che sostiene l'etichetta ufficiale... e che ben simboleggia questo controverso dualismo.
Volete saperne di più?
Cliccate sull'immagine e leggete il mio nuovo articolo per I Viaggiatori Ignoranti:


giovedì 15 gennaio 2015

Madrid: un puzzle in bianco & nero

Dopo essere sopravvissuta ad una settimana fatta di influenza, paturnie lavorative e crisi esistenziali (certo, tutto insieme: per comodità do la colpa allo sciroppo per la tosse, secondo me c'era dentro qualcosa di strano), ho deciso di inaugurare una nuova serie di post.
Delle grandi città quello che mi colpisce sempre maggiormente è come riescano a racchiudere nel loro perimetro tanti aspetti diversi, tante sfaccettature in apparenza diversissime, ma in qualche modo accomunate da una sorta di filo di conduttore, di denominatore comune che racchiude l'anima della città stessa.
Voglio provare a cogliere queste diverse facce come se fossero le tessere di un puzzle, attraverso la fotografia, e a presentarvele in questa nuova serie di post.
Il bianco & nero è la modalità espressiva che ho scelto, perché lo scatto in bianco & nero secondo me ha una grandissima potenza introspettiva: è come se facesse da filtro alla superficie dell'immagine e mostrasse quello che le scorre sotto la pelle, la sua essenza invisibile.
Cominciamo da Madrid, elegante e dinamica, un po' capricciosa ma ricchissima di bellezza...

sabato 3 gennaio 2015

Durham: una cattedrale fortificata voluta da una mucca

A volte il filo conduttore del tuo viaggio sei tu a deciderlo a priori, pianificandoci il tuo itinerario attorno ed andandolo ad inseguire; altre volte lo scopri dopo - scopri che il tuo itinerario aveva un suo filo inconsapevole, e che è lui che, forse, per qualche motivo, ha cercato te.
Durante il nostro giro del Northumberland ad agosto, io & Ginger Cat abbiamo, senza saperlo, ripercorso le tappe della vita di San Cuthbert, oscuro monaco ed eremita che nell'Alto Medioevo, si era rifugiato da queste parti, lasciando una significativa impronta.
Io non sono religiosa, ma per i santi che vagano in quell'epoca oscura e magica, per le lande di questa terra altrettanto oscura e magica, ho particolare simpatia: sono sempre circondati da un'aura di mistero e leggenda che li fa assomigliare più a druidi che non a santi cristiani, e le loro gesta suggeriscono un tipo di spiritualità, olistica, in comunione osmotica con la natura, che oggi in molti hanno dimenticato.
Ma, comunque, questo inconsapevole pellegrinaggio sulle tracce del nostro misterioso monaco medievale non è stato un pellegrinaggio religioso - perché si tratta di luoghi, partoriti dalla Terra o rielaborati dall'uomo, con una bellezza ed una grazia talmente pure che trascendono qualunque messaggio religioso.
Abbiamo cominciato dall'Isola Sacra di Lindisfarne, che Cuthbert ha scelto per fondare il suo Priorato, ed abbiamo proseguito con l'isola di Inner Farne, dove si era ritirato in meditazione. Potevamo non concludere con il luogo in cui è stato sepolto?