sabato 31 gennaio 2015

Mille isole nell'Ontario (e una a forma di cuore)

Avete mai fatto una follia per amore?
Avete mai avuto voglia di regalarle la luna, le stelle, il mare e le montagne? Uno stadio da calcio, una stazione spaziale - o semplicemente un cuore umano, il vostro?
George Charles Boldt, che era un milionario, ma non un milionario qualunque, aveva deciso che non si voleva accontentare di donare alla sua amata ogni battito pulsante del muscolo che gli palpitava nel petto.
George Charles Boldt era un immigrato prussiano, sbarcato tredicenne sul suolo statunitense a metà del 1800 per lavorare come cameriere, che nel giro di una decina d'anni divenne il direttore del Waldorf-Astoria a New York. E a sua moglie decise di regalare, oltre al suo cuore, un'intera isola con quella forma.

mercoledì 28 gennaio 2015

#10buonimotivi per andare a Venezia (non del tutto scontati)

Venezia è una città metà donna e metà pesce, diceva Jean Cocteau.
Venezia-sirena è un'identificazione che mi piace: è calzante di mistero e di malìe, è un labirinto ipnotico in cui si finisce per desiderare di perdersi, è un richiamo seduttivo appollaiato in mezzo al mare a cui non riesci a sottrarti, e che ti porta in un incredibile parentesi fuori dal tempo.
Ma Venezia non è una sirena che inganna: è come una nobile dama che molto ha vissuto e che non ha timore di mostrare le proprie rughe - ne fa anzi un motivo di bellezza.
I suoi canali sono come vene bluastre che l'incarnato pallido lascia intravedere, la cipria con cui si cosparge ancora abbondantemente le gote non copre le crepe, e le stecche del suo bustino sono ormai incrinate - eppure c'è qualcosa di ancora maliziosamente seduttivo in tutto questo: vengono in mente gli ammiccamenti sotto le maschere del Carnevale, e i fasti di Casanova.
Di Venezia amo il fatto che si sia obbligati a girarla a piedi: anche quando ti sembra di conoscerla già, riesce sempre a farti perdere facendoti trovare qualcosa che non avevi ancora visto, come accade in quei racconti dell'assurdo in cui qualche divinità capricciosa si diverte a cambiare le carte in tavola.
C'è bisogno di #10buonimotivi per visitare Venezia?
Forse no.
Forse Venezia è già di per sé un motivo sufficiente.
Ma, se volete qualche spunto, questo è ciò che vado a ricercare ogni volta che la incontro...

lunedì 26 gennaio 2015

[I Viaggiatori Ignoranti] - Il Diavolo a Torino?

Secondo gli studiosi di esoterismo, Torino è percorsa da un dualismo energetico di luce ed ombra, di Bene e di Male - non per niente è l'unica città a trovarsi sia nel triangolo della Magia Bianca che in quello della Magia Nera.
In Piazza Statuto c'è un monumento che, secondo alcuni, rappresenta qualcosa di totalmente diverso da quel che sostiene l'etichetta ufficiale... e che ben simboleggia questo controverso dualismo.
Volete saperne di più?
Cliccate sull'immagine e leggete il mio nuovo articolo per I Viaggiatori Ignoranti:


giovedì 15 gennaio 2015

Madrid: un puzzle in bianco & nero

Dopo essere sopravvissuta ad una settimana fatta di influenza, paturnie lavorative e crisi esistenziali (certo, tutto insieme: per comodità do la colpa allo sciroppo per la tosse, secondo me c'era dentro qualcosa di strano), ho deciso di inaugurare una nuova serie di post.
Delle grandi città quello che mi colpisce sempre maggiormente è come riescano a racchiudere nel loro perimetro tanti aspetti diversi, tante sfaccettature in apparenza diversissime, ma in qualche modo accomunate da una sorta di filo di conduttore, di denominatore comune che racchiude l'anima della città stessa.
Voglio provare a cogliere queste diverse facce come se fossero le tessere di un puzzle, attraverso la fotografia, e a presentarvele in questa nuova serie di post.
Il bianco & nero è la modalità espressiva che ho scelto, perché lo scatto in bianco & nero secondo me ha una grandissima potenza introspettiva: è come se facesse da filtro alla superficie dell'immagine e mostrasse quello che le scorre sotto la pelle, la sua essenza invisibile.
Cominciamo da Madrid, elegante e dinamica, un po' capricciosa ma ricchissima di bellezza...

sabato 3 gennaio 2015

Durham: una cattedrale fortificata voluta da una mucca

A volte il filo conduttore del tuo viaggio sei tu a deciderlo a priori, pianificandoci il tuo itinerario attorno ed andandolo ad inseguire; altre volte lo scopri dopo - scopri che il tuo itinerario aveva un suo filo inconsapevole, e che è lui che, forse, per qualche motivo, ha cercato te.
Durante il nostro giro del Northumberland ad agosto, io & Ginger Cat abbiamo, senza saperlo, ripercorso le tappe della vita di San Cuthbert, oscuro monaco ed eremita che nell'Alto Medioevo, si era rifugiato da queste parti, lasciando una significativa impronta.
Io non sono religiosa, ma per i santi che vagano in quell'epoca oscura e magica, per le lande di questa terra altrettanto oscura e magica, ho particolare simpatia: sono sempre circondati da un'aura di mistero e leggenda che li fa assomigliare più a druidi che non a santi cristiani, e le loro gesta suggeriscono un tipo di spiritualità, olistica, in comunione osmotica con la natura, che oggi in molti hanno dimenticato.
Ma, comunque, questo inconsapevole pellegrinaggio sulle tracce del nostro misterioso monaco medievale non è stato un pellegrinaggio religioso - perché si tratta di luoghi, partoriti dalla Terra o rielaborati dall'uomo, con una bellezza ed una grazia talmente pure che trascendono qualunque messaggio religioso.
Abbiamo cominciato dall'Isola Sacra di Lindisfarne, che Cuthbert ha scelto per fondare il suo Priorato, ed abbiamo proseguito con l'isola di Inner Farne, dove si era ritirato in meditazione. Potevamo non concludere con il luogo in cui è stato sepolto?