mercoledì 28 ottobre 2015

Bainbridge Island, lo smeraldo selvaggio

Seattle è soprannominata la Città Smeraldo, pur non avendo una presenza significativa di parchi in centro città - ma, più che una "città smeraldo", è una città incastonata dentro uno smeraldo.
Uno smeraldo selvaggio, dal verde intenso e pulsante, colorato in chiaroscuro da ombre che hanno qualcosa di misterioso e primordiale.
Questo smeraldo è la natura cupa ed intensa che popola lo stato federale di Washington.
Siamo al confine con il Canada, con le sue sconfinate foreste dell'ovest, e il cielo è spesso grigio, quasi a voler sottolineare in maniera intensa, totalizzante, la bellezza drammatica del paesaggio.
E' una natura ancestrale, che non conosce mezze misure, che sa di amore e rabbia, di malinconia pungente, di vita forse crudele eppure bellissima.
Una natura che le antiche leggende dei Nativi pellerossa hanno voluto popolare di licantropi e altre creature combattute fra l'istintualità animale e la consapevolezza umana - quelle stesse creature che poi sono diventate idoli delle teenagers tramite una famosa saga rosa a tinte fosche ambientata da queste parti.
E lo sono diventate amando rabbiosamente, senza limiti, di un amore totalizzante e non corrisposto - drammatico, di un dolore bellissimo come questo smeraldo selvaggio.

giovedì 15 ottobre 2015

Ottawa, la Londra del Canada

Quando sono arrivata ad Ottawa, prima ho corrugato la fronte un po' dubbiosa: c'era qualcosa, una vaga atmosfera di familiarità, una sensazione di "casa" che è arrivata ad accarezzarmi da qualche angolo recondito dell'inconscio, ma che non riuscivo ad afferrare. Era una sensazione di déja-vu, qualcosa che riesci ad intuire ma non a verbalizzare - qualcosa che hai sulla punta della lingua.
Poi ho capito.
Ed ho sorriso.
Il cielo plumbeo, le gocce di pioggia sul finestrino dell'autobus e la sagoma gotica del Parlamento coricata lungo il fiume sono stati l'indizio finale, la concretizzazione a livello razionale dell'intuizione.
Londra, certo.
Una vaga fisionomia di Londra - come può capitare fra cugini, o come quando si imita qualcuno e si ripropongono inevitabilmente solo alcuni tratti della sua personalità.
O come quando prendi casa in una nuova città, e puoi portarti dietro solo qualche suppellettile dalla tua residenza principale - quindi scegli quelle più utili, e che magari ti piacciono di più.
E suppongo sia proprio quello che i reali inglesi abbiano fatto con Ottawa quando decisero di stabilirvi la sede del Parlamento canadese.

domenica 11 ottobre 2015

Boboli, cuore verde dell'arte

Giardino del Boboli, Firenze

Firenze non è solo una città d'arte.
Firenze è arte trasformata in città.
Ce n'è così tanta che pare quasi d'avanzo: la incontri per strada, in piazza, come se nulla fosse, la puoi toccare, ti ci puoi quasi assuefare - tanta bellezza che sboccia all'improvviso, in ogni angolo, che non sai più dove guardare, per cosa meravigliarti.
Ti aspetti ormai di trovarla in ogni angolo, eppure riesce ancora a stupirti, perché non sai mai esattamente cosa sarà, come sarà, quale forma di bellezza plasmata nel marmo, quale tipo di grazia costruita attraverso i mattoni e la pietra: così varchi la soglia austera e nobile di Palazzo Pitti domandandoti quale declinazione assumerà tutta questa arte, questa grazia, questa bellezza nel verde del Giardino di Boboli.

giovedì 8 ottobre 2015

Una parentesi di nome Camogli

Nella vita c'è il grigio e ci sono i colori.
C'è la pioggia e c'è il sole.
La noia e la felicità.
Si alternano. Non si quando, non si sa con che frequenza, né con quale proporzione: il cambio è di solito repentino, inatteso. E la proporzione è di solito a netto sfavore della felicità: un po' come la settimana lavorativa ha cinque giorni ed il weekend solo due.
Però questa alternanza è matematica, è come la marea - e alla fine il tutto finisce per essere una scelta: come diceva Abramo Lincoln, "Ci si può lamentare perché le rose hanno le spine, oppure si può gioire perché le spine hanno le rose".
Non sempre funziona - ma a volte, quando si riesce a farlo, si aprono parentesi felici in mezzo a tutte le cose che non funzionano, in mezzo ai doveri ed alle frustrazioni, ai dubbi ed alle nostalgie.
Parentesi perfette nella loro semplicità, parentesi in grado di riempirci di cose buone, che, per qualche ora di stupida, meravigliosa grazia, forse non ci fanno dimenticare ciò che non va, ma lo rendono lontano, piccolo. Forse non ci fanno credere nell'impossibile, ma riescono a renderci grati di ciò che abbiamo - qui ed adesso, niente di più, niente di meno.
Parentesi di colore, di sole, di felicità.

[I Viaggiatori Ignoranti] Seppellite il mio cuore a Superga

Il cuore non è solo un muscolo.
E' un muscolo testardo: fa quel che gli pare, non ascolta il cervello, la logica, il dovere, il quieto vivere, la buona creanza.
Sceglie lui la sua strada e non ha pace finché anche il corpo lo segue.
Certo, non tutti i cuori sono così cocciuti (o temerari) da riuscire ad averla vinta - ma quello del Principe Eugenio di Savoia lo era.
E non solo metaforicamente...
Vi racconto la sua storia (ed il mistero ad esso connesso) sulle pagine de I Viaggiatori Ignoranti: clicca sull'immagine per leggerla.


venerdì 2 ottobre 2015

L'Inghilterra e l'essenza dell'amore

Sono seduta su una panchina in un parco a Gloucester.
E' l'ultimo giorno di settembre, sono le cinque del pomeriggio.
Il sole ha sonno e scivola fra i rami degli alberi, la sua luce si fa intensa come la malinconia: le ombre attorno si allungano e l'oro si sparge sulle cose, facendole diventare preziose. Domani salirò di nuovo su un aereo che mi riporterà in Italia, e questo, forse, è il sapore che hanno i saluti.
Questo parco di Gloucester è fatto solo di verde e di qualche albero - non ha la regalità dei parchi di Londra, e nemmeno la ricca varietà dei giardini botanici del Sud del Paese.
Però è proprio questo parco di Gloucester che mi fa pensare come, questa volta, il mio arrivederci al Regno Unito sia ancora più difficile del solito.